Coronavirus e ricostruzione, #iorestoacasa: Bruno non può e dorme in auto

#iorestoacasa ha un sapore doppiamente amaro per chi una casa ancora non ce l'ha dopo il sisma del Centro Italia. Anche nei giorni dell'emergenza coronavirus

Ha casa dichiarata inagibile dal sisma del 2016 e da tre anni e cinque mesi vive all’interno della sua automobile. Lo fa anche adesso, nei giorni dell’emergenza coronavirus.

È quantomeno singolare la storia di Bruno Trinchini, 52enne di Sulmona, che ha fatto di necessità virtù e della sua auto la sua seconda casa, o meglio: la prima. Nell’agosto 2016, infatti, la sua abitazione è stata dichiarata inagibile, con l’ordinanza di sgombero. È da allora che, invece di chiedere ospitalità alla sua famiglia, ha deciso di vegliare sulla sua casa, controllandola dai finestrini della sua auto. E continua a farlo anche ai tempi del coronavirus. 

Il resto a casa di Bruno Trinchini è un “resto in auto”, perché dentro casa sua non può entrare più. Trinchini, che lavora nel nosocomio di Castel Di Sangro – come riporta Ondatv – fa avanti e indietro a bordo della sua automobile e per docce e guardaroba si appoggia ad un B&B. Ora la sua emergenza ne incontra un’altra, chiamata Covid-19.

Per rientrare in quella casa non si muove una foglia”- ha detto Trinchini a Onda Tg. Avrebbe in verità moltissime possibilità alternative: la più semplice sarebbe decidere di prendere un appartamento in affitto. Il suo modo di vivere, però, è un’autentica protesta quotidiana. C’è anche, quindi, chi sta fuori casa, non per trasgredire alle norme anti-contagio, ma a causa della lentezza della burocrazia che regola i lavori post-sisma. E come il 52nne sulmonese, molte persone sono ancora in attesa. Per tutte loro il #restoacasa non può che avere un sapere doppiamente amaro, anche nel pieno dell’emergenza coronavirus.