Pescina, dopo il coronavirus quale futuro per l’ospedale

Arriveranno in giornata i risultati dei tamponi delle persone entrate in contatto con il medico risultato positivo. Intanto il sindaco fa il punto sui servizi attivi all'Ospedale

Pescina, una delle comunità più colpite dalla paura coronavirus, dopo la notizia del contagio di un medico del PPI e la relativa chiusura del presidio. Con lo slogan dei bambini “Andrà tutto bene”, il sindaco apre la diretta Facebook per fare il punto della situazione.

Solo quattro giorni fa, è stato registrato il caso di un medico positivo. Si tratta di un residente di Cerchio, in servizio al Punto di Primo Intervento “Serafino Rinaldi” e all’Ospedale di Avezzano. Di conseguenza, in piena emergenza coronavirus, la città ha assistito impotente alla chiusura del pronto soccorso: non solo per l’esigenza di igienizzare e sanificare i locali sanitari, ma anche e soprattutto per il trasferimento del personale medico ad Avezzano.

Sul territorio uno resta il caso di contagio, quello del medico per l’appunto. Proprio nella giornata di ieri, però, diverse persone sono state sottoposte al tampone, ovvero tutte quelle persone entrate in contatto con il dottore. Nella giornata di oggi arriveranno i risultati. Intanto dai test effettuati ai familiari – in primis la moglie, collaboratrice scolastica all’Istituto Argoli di Tagliacozzo – sono arrivate notizie rassicuranti: ulteriori contagi finora scongiurati.

Permane, però, incertezza su quali siano ad oggi i servizi attualmente attivi all’interno del presidio ospedaliero di Pescina. Il PPI è stato sospeso il 9 marzo scorso “fino al termine dell’emergenza, da parte della Asl1, con la disposizione della quarantena per il personale“.

La situazione all’interno del PTA Serafino Rinaldi di Pescina è la seguente: l’attività del PPI è sospesa, il personale che vi ha operato è in isolamento domiciliare e, una volta terminato il periodo di isolamento, sarà trasferito al pronto soccorso di Avezzano. Non è in funzione la postazione medicalizzata del 118: poiché la maggior parte del personale dedicato è entrata in contatto con il paziente positivo. L’isolamento dovrebbe terminare entro il 22 marzo. Solo dopo quella data il 118 potrà riprendere la propria attività.

Funziona il servizio di vaccinazione, dal lunedì al venerdì, ma solo per quelli obbligatori. Per quanto riguarda i prelievi, il laboratorio analisi funziona solo per le urgenze: legate soprattutto ad esigenze oncologiche e dei Pti. Chiusa completamente la radiologia, tutto il personale è stato inviato ad Avezzano.

Infine, sospese tutte le visite mediche specialistiche. Presente solo un medico per le urgenze.

Nei locali sono state effettuate tutte le operazioni di sanificazione necessarie da protocollo.

Pescina, luci e ombre della sanità futura

In mezzo a tante incertezze e alla penuria dei servizi ospedalieri attuali, si intravede, però, una buona notizia. Si tratta di una proposta da parte della dottoressa Rossella De Santis, responsabile del Distretto Sanitario Area Marsica, di istituire all’interno dell’Ospedale di Comunità di Pescina e Tagliacozzo un’Unità speciale di Continuità Assistenziale. “Ovvero avere semplicemente un medico a supporto di tutto il territorio. Il servizio prevedrebbe un medico in più ad affiancare il personale già presente all’interno dell’ospedale. Dubito, invece, che ci sarà un aumento dei posti letto“.

La brutta notizia, invece, è arrivata nella giornata di mercoledì, con una nuova nota della Asl, riguardo l’Ospedale di Comunità. Dimissione dei pazienti presenti e disposizione di limitare gli accessi alla struttura per il futuro. “Queso cosa significa? Spero significhi che la struttura debba lasciare spazio a urgenze che verranno in seguito e non che la struttura non debba avere un seguito e che il suo personale sarà trasferito. Ho esternato già il mio timore ai vertici della Asl e sono in attesa di delucidazioni. Proprio questa mattina (ieri ndr) con gli altri sindaci della Marsica Est abbiamo inoltrato una nota, con richiesta di chiarimenti, al presidente Marsilio e al direttore generale della Asl, Roberto Testa“.

In questo senso la proposta promossa dalla dottoressa De Santis potrebbe servire come ancora di salvezza per l’ospedale, dal futuro mai così incerto.