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Coronavirus, Unirest chiude i cantieri

Chiusura cantieri, Unirest decide in autonomia: lavori sospesi per 15 giorni. Ecco perché.

L’AQUILA – Unirest aderisce alla campagna #iorestoacasa e sospende le attività per 15 giorni. Laurini: “Lavoratori edili ignorati dal Dpcm”.

“Comunichiamo che la nostra impresa sospenderà le attività lavorative a partire da venerdì 13 marzo per circa 15 giorni. Riteniamo doveroso concentrare le nostre energie per sconfiggere questo male che sta affliggendo il nostro nel Paese. Uniti ce la faremo! #iorestoacasa”. Con questo annuncio, Unirest ha comunicato la sospensione dei lavori, in attesa che dal Governo arrivino segnali precisi che riguardino anche il mondo edile.

“Abbiamo letto con attenzione l’ultimo Dcpm dell’11 marzo – ha spiegato a IlCapoluogo.it l’ingegner Francesco Laurini – e abbiamo appreso con stupore che non si fa menzione delle attività legate al mondo edilizia, come dire che i nostri lavoratori possono continuare a fare quello che hanno sempre fatto. Questo però non è possibile, nel nostro mondo ci sono tanti contatti da tante parti diverse. Così abbiamo deciso in autonomia di chiudere per 15 giorni, perché avevamo già compreso che non saremmo stati presi in consideranzione, come forse avverrà nelle prossime ore, quando le nostre associazioni di categoria potranno far valere le nostre necessità. Intanto non possiamo solo applicare per quanto previsto relativamente agli incentivi alle ferie e altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, perché in sostanza ci dicono ‘vedetevela voi’, e ci sta anche bene, ma per vedercela da soli abbiamo da giocarci 15 giorni di ferie e un po’ di permessi, un periodo che per noi potrebbe essere sopportabile, ma un periodo più lungo diventa più difficile da sopportare e serve una disposizione di legge. Poi c’è il problema della consegna dei lavori, con i ritardi che devono essere previsti per norma, senza contare i pagamenti, tra contributi, buste paga, fornitori, subappaltatori, mutui e altro”.

Insomma, per l’ingegner Laurini “il Governo deve mettersi seriamente al lavoro per ogni categoria. Non si possono emettere Dpcm monchi e poi basta con 100 decreti. Il Dmpc deve essere uno, massimo due, non è che una persona per capire quello che succede deve consultare un’enciclopedia di Dpcm, questa è una sciocchezza tutta italiana. Dobbiamo sapere cosa si può fare e cosa no, in maniera puntuale ed esaustiva, senza alcun tipo di ripensamento”.