Coronavirus e scuole chiuse, la campanella suona online

La scuola da casa, tecnologie e soluzioni per studiare ai tempi del Coronavirus. La dirigente scolastica dell'istituto D'Aosta Maria Chiara Marola spiega al Capoluogo come funziona la didattica online.

Didattica online anche per gli studenti aquilani dopo la chiusura delle scuole a causa dell’emergenza Coronavirus.

I professori si sono organizzati con le varie piattaforme online dedicate, come Weschool, con Skype e con i gruppi Whatsapp per consentire agli studenti di non rimanere indietro e non farsi prendere dalla pigrizia.

I dirigenti scolastici, secondo quanto previsto dal decreto Coronavirus  del 4 marzo 2020  hanno attivato quindi per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

scuola coronavirus

Il Capoluogo ha sentito il dirigente scolastico Maria Chiara Marola dell’istituto superiore D’Aosta dell’Aquila.

Come sta funzionando la vostra didattica a distanza? Avete coperto tutte le materie?

La didattica a distanza attivata in occasione dell’emergenza coronavirus si avvale prima di tutto della piattaforma software già in uso alla scuola e che è stata tempestivamente implementata dal gestore con strumenti per questa modalità didattica, quali bacheche e possibilità di scambio di materiale e tools per l’interazione asincrona tra studenti e docenti componenti del consiglio di classe.

Molti docenti utilizzavano già piattaforme specifiche per la scuola reperibili liberamente in rete quali Edmodo, Blendspace, Screencast-o-Matic. Alcune possiedono strumenti per l’interazione asincrona, altre presentano un maggior livello di interattività, anche sincrona.

Tutti i docenti si sono attivati per programmare i propri interventi a distanza con gli alunni, che hanno immediatamente contattato anche con strumenti semplici quali i gruppi whatsapp per far sentire che la scuola è presente e vicina e per dare indicazioni sul da farsi….

La scuola ha attivi dei corsi di informatica, i vostri ragazzi sono “digitalizzati”?

La nostra scuola è un istituto superiore che ha al suo interno diversi settori e percorsi di studio (Tecnico settore tecnologico, tecnico settore economico e liceo scientifico opzione scienze applicate ).

In tutti gli indirizzi l’informatica è strumento trasversale per lo studio delle discipline tecniche e in alcuni casi è materia di studio, come nell’indirizzo Tecnico Informatica e nel Liceo scientifico opzione Scienze Applicate. Tutti gli studenti hanno una elevata familiarità con gli strumenti informatici e una conoscenza avanzata nei casi citati. Tra i docenti l’uso delle tecnologie informatiche è diffuso, anche se a livelli diversi.

In questa emergenza alcuni docenti della specializzazione informatica e con comprovate esperienze anche come formatori si sono messi a disposizione dei colleghi per supportarli sia sotto il profilo tecnico che metodologico nell’attivazione della didattica a distanza.

Come farete adesso che è stata prolungata la sospensione della didattica?

In questa fase l’aspetto più importante è la programmazione degli interventi, in modo che i ragazzi non siano sommersi da troppe richieste non coordinate.

Con i miei collaboratori e gli esperti informatici che ho citato abbiamo programmato delle linee guida che saranno diffuse attraverso i coordinatori di classe e abbiamo creato l’impianto di una sezione del sito dedicata alla didattica a distanza, dalla quale sarà possibile reperire tutorial, repertori di materiali digitali e link a siti dedicati.

E’ importante che ci sia un graduale passaggio dalla semplice proposta di materiali e dispense a un livello di attività più alto con videolezioni, videocoferenze e uso di tools che permettano una interazione sincrona.

Per tutti i docenti questa è un’occasione per migliorare le proprie competenze tecniche e metodologiche. La didattica a distanza dovrà essere caratterizzata da tempi flessibili, una pluralità di strumenti, il coinvolgimento attivo degli studenti anche con la metodologia della Flipped Classroom.

Devo dire che nella maggior parte dei casi i docenti hanno accolto la proposta e gli indirizzi ministeriali con grande entusiasmo e senso del dovere.

Come già accadde in occasione del terremoto del 2009, i docenti hanno immediatamente compreso l’importanza di far sentire la presenza della scuola, la sua centralità e importanza in questo momento di crisi.

Come ho detto nel messaggio indirizzato a tutta la comunità scolastica, ciò che ha rappresentato uno dei punti di forza nel post sisma, lo stare insieme, il ricostituire la comunità anche fisica – è in questo frangente il punto di maggiore vulnerabilità.

Grazie dunque alla tecnologia che ci consente di stare e sentirci vicini, studiare e interagire anche a distanza e continuare ad esistere come comunità…

La nostra scuola ha anche una web radio, Radio Scuola L’ Aquila, che vogliamo diventi un ulteriore canale di comunicazione, in cui ciascuno, studenti e personale, possa trovare uno spazio, in questo momento, per raccontare e raccontarsi: una esperienza di studio (musica, letteratura, tecnologia), uno stato d’animo, una riflessione.

Un modo per essere ancora più vicini e condividere questo difficile momento. Per superarlo insieme.