Coronavirus L’Aquila, così funziona il pre triage

Coronavirus, come funziona il pre-triage. Intanto si lavora per rimettere in funzione l'ospedale del G8 per nuovi posti di terapia intensiva e sub-intensiva.

Coronavirus, anche L’Aquila fa i conti con la situazione d’emergenza sanitaria. Al San Salvatore la postazione pre triage, per accogliere quanti arrivano presentando sintomi riconducibili al coronavirus, senza entrare direttamente in pronto soccorso.

Il pre triage viene effettuato anche per via telefonica, motivo per il quale alla presenza della sintomatologia riconducibile al Covid 19 – in particolare alla comparsa di sintomi di dispnea, cioè respirazione alterata – è consigliabile chiamare i numeri di riferimento per l’emergenza (118 0 1500), senza recarsi direttamente in ospedale. «Siamo di fronte a un contagio rapido e questo crea grosse difficoltà anche attraverso l’adozione di attente misure di prevenzione», spiega l’assessore regionale Guido Quintino Liris, intercettato ai microfoni del Capoluogo.

Tra le misure precauzionali da adottare c’è anche la quarantena per chi sia entrato in contatto con persone a rischio e, inoltre, quarantena obbligatoria, per “tutti gli individui che hanno fatto o faranno ingresso sul territorio regionale, con decorrenza dalla data del 8 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia”.

«Ci vogliono educazione e cultura della prevenzione, qualcosa che, stiamo riscontrando, purtroppo mancare ovunque. Oggi c’è particolare agitazione a causa della notizia del contagio di un medico del PPI di Pescina, che ha lavorato tra Pescina e Tagliacozzo. Ciò potrebbe comportare la chiusura di entrambi i presidi sanitari. Pare, inoltre, che il medico sia stato anche ad Avezzano: ciò potrebbe voler dire limitare anche l’attività del Pronto Soccorso avezzanese. Le notizie, tuttavia sono ancora ufficiose. Tutta l’utenza dei presidi che rischierebbero la chiusura, in questo caso, potrebbero riversarsi su L’Aquila», sottolinea Liris.

Intanto si fa appello al buon senso di tutti, grandi e piccoli. In particolare ai giovani. Recentemente Il Capoluogo ha registrato numerosi locali pieni, in cui è risultato impossibile evitare le condizioni di assembramento che sono assolutamente sconsigliate in questo momento emergenziale. «Adottiamo tutte le precauzioni possibili, siamo responsabili. Il personale sanitario si fa in quattro ogni giorno, per questo è importante non correre rischi che comporterebbero un danno per tutti. Ai medici dobbiamo il nostro grazie: medici, infermieri, Oss, anche al personale non specificatamente sanitario, ma a chi lavora negli uffici tecnici. Qui a L’Aquila, intanto stiamo rimettendo in piedi l’ospedale G8, per prepararlo alle terapie sub-intensive. Ci sarebbe una capienza di 24 sub-intensive più 6 posti per la terapia intensiva».