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Calcio, il record “Pacchiarotti” festeggia quarant’anni

L'ex calciatore di Pescara e Schalke 04, tra le altre, celebra oggi i quarant'anni di un record mondiale. E' il portiere originario di Scafa il più giovane ad aver esordito in serie A.

Gianluca Pacchiarotti, ex calciatore di Pescara e Schalke 04, tra le altre, celebra oggi i quarant’anni di un record mondiale. E’ ancora il portiere originario di Scafa il più giovane ad aver esordito nella massima serie.

Quarant’anni fa esatti, Gianluca Pacchiarotti esordiva con la maglia del Pescara di fronte al pubblico del Renato Curi di Perugia e scriveva i numeri di un record che sarebbe durato per quattro decenni, e oltre.

Quel giorno resta sugli annali del calcio ed ancora oggi illude le speranze dei giovani talenti a caccia di un’occasione. Nonostante la precocità dei talentuosi guantoni nazionali, Pacchiarotti continua a vantare un primato entrato nella leggenda. Aveva sedici anni e 192 giorni quando un sabato mattina apparentemente tranquillo, ricevette la chiamata di Gustavo Giagnoni per essere aggregato in prima squadra in occasione della delicata trasferta di Perugia. Durante il viaggio le voci ricorrenti di un possibile esordio da titolare. Lui i campi della serie A li aveva visti a distanza, da raccattapalle, come i suoi compagni negli Allievi. Un paio di mesi prima era stato convocato nel match contro l’Inter, ma al momento delle scelte era stato spedito in tribuna. E a lui, quella, era sembrata un’esperienza straordinaria. Quel giorno Pacchiarotti si accomodò sulla panchina più comoda sulla quale si fosse mai seduto. A dieci minuti dal termine della gara, però,  Carlo Pirri fu richiamato da Giagnoni e il portiere più giovane della storia del calcio mondiale, di lì a qualche secondo, avrebbe vissuto la parentesi più importante della sua carriera.

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«Ho ricordi molto nitidi di quel periodo. – Spiega Pacchiarotti – Quella fu una stagione terribile per i tifosi del Pescara e l’allenatore si trovò ad affrontare una vera e propria emergenza portieri. Non ero il frutto del vivaio biancazzurro, io giocavo per strada. Andavo a fare il raccattapalle la domenica e osservavo i vari Zoff e Albertosi. Cercavo di copiare, da tutti. Provavo a rubare un po’ qua e un po’ là, anche perché non potevo certo avere a disposizione un preparatore dei portieri che mi seguisse. Dopo qualche  giorno da quell’esordio la vicenda del calcio scommesse sarebbe scoppiata lasciando strascichi importanti. Io credo di aver realizzato solo col tempo l’importanza di quel momento, un po’ come accadde quando mi ritrovai di fronte Maradona

Eh già, perché Gianluca Pacchiarotti è stato anche colui che ha subito il primo gol dal fenomeno argentino nella sua storia d’amore a passione col Napoli, in occasione del match di Coppa Italia nel settembre del 1984. Trovarsi di fronte il più grande campione della storia del calcio non sarà stata di certo un’esperienza come le altre, e neppure cercare di chiudere lo specchio ad uno che avrebbe fatto dei suoi gol la ragione della sua grandezza. «Provai a difendere la porta in ogni modo, alla fine riuscì a segnare. Vi assicuro però che qualche parata la feci!»

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A distanza di quarant’anni quel record resta vivo come mai, e non sono mancati i messaggi di saluto e di rinnovata stima, come quello di Beppe Gatta, titolare nel Pescara nella stagione 1986-1987 in cui il Delfino conquistò il campionato cadetto. Un augurio dettato dalla stima condivisa, enormemente apprezzato da Pacchiarotti. «Mi ha fatto molo piacere, nel corso degli anni ho capito che spesso, purtroppo, tra portieri esiste invidia.»

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Oggi Pacchiarotti è il preparatore dei portieri nello staff di mister Lello Di Camillo nel Chieti Calcio Femminile, e non è un caso se il portiere classe 2002, Elisa Falcocchia, sia una dei talenti riconosciuti  e più apprezzati del calcio rosa nazionale. Ma come è cambiato il calcio in questi quarant’anni? «Oggi è un altro calcio, e non lo dico solo in stretto riferimento ai nuovi tatticismi, ai ritmi, all’intensità di gioco, o alle figure professionali che accompagnano gli allenatori, che in passato erano soli nel lavoro settimanale. E’ cambiato il contorno e soprattutto il ruolo giocato dalle famiglie. Questi ragazzi devono divertirsi e, soprattutto, devono sapere che non tutti avranno l’occasione di arrivare. – Conclude Gianluca Pacchiarotti – I genitori devono trasmettere questi messaggi e garantire ai figli un equilibrio di contorno fondamentale per la loro vita

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