Coronavirus, studenti in fuga dal Nord: quando saltano i controlli

Scuole e atenei chiusi, ma gli spostamenti non mancano. È fuga degli studenti fuorisede dal nord per tornare a casa. C'è paura per il rischio contagio.

Nord e Sud, mai così divisi mai così vicini. Ai tempi del coronavirus, tra provvedimenti a cascata che stanno ridisegnando la vita quotidiana e sociale di tutti, gli spostamenti non passano certamente inosservati. Soprattutto quelli dei fuorisede.

Che siano studenti, lavoratori, o semplicemente coraggiosi turisti, c’è tutta una frangia della popolazione italiana, dispersa nelle diverse regioni d’Italia, che continua – per quanto possibile – la vita normale. Spostamenti compresi. Ciò nonostante le ultime disposizioni del Governo, per fronteggiare il coronavirus, siano sempre più restrittive. Su tutte, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio nazionale.

Dpcm

Un provvedimento che influisce sugli studenti e sul personale scolastico in primis, poi sulle famiglie – in particolare quelle in cui sono entrambi i genitori a lavorare – ma che, soprattutto a livello universitario, sta comportando una vera e propria migrazione generale da una regione all’altra.

A volerla rappresentare attraverso un grafico, la ‘situazione coronavirus’ risulterebbe come un intricato groviglio di frecce e non solo per il contagio involontariamente portato negli altri stati europei e del mondo.

mappa coronavirus cnn

Ci ha provato la CNN in una mappa che ha fatto discutere Di Maio, Ministro degli Esteri, poiché l’immagine riprodotta sembrerebbe far risalire i vari contagi registrati nel mondo per buona parte all’Italia.

Gli italiani, nel corso delle ultime settimane in cui è scoppiata l’emergenza coronavirus – a partire dal focolaio lombardo – sono volati per numerosissime mete europee: tanti sono addirittura già rientrati. E non tutti sono passati dagli aeroporti e sono stati, quindi, sottoposti ai test come da protocollo. La chiusura di scuole e atenei, in particolare, ha fatto sorgere ulteriori riflessioni: quanti studenti fuori sede torneranno o sono tornati a casa spostandosi, probabilmente senza aver fatto alcun controllo? Statisticamente parlando, soprattutto da Nord a Sud, saranno moltissimi: soprattutto con lo scopo di fuggire da un’eventuale quarantena.

Una fuga al sud, in cui mancano al momento zone rosse. E mai come in questo preciso momento storico uno studente fuori sede che torna a casa, magari dal Nord, fa rumore. Il rumore dell’ansia, dell’allarmismo che corre più veloce dell’epidemia, di una comunicazione istituzionale spesso imprecisa e contraddittoria. La sospensione delle attività didattiche, si spera, verrà accompagnata da ogni forma di precauzione prevista, fino all’isolamento volontario, qualora si rendesse necessario. Precauzioni inevitabili, del resto, se non si vuole andare incontro al rischio di diffondere potenzialmente la possibilità di contagio.

Ad accompagnare la paura, poi, l’incertezza, anche e soprattutto riguardo all’impossibilità – spesso oggettiva – di applicare le misure stabilite dall’ultimo Dpcm, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. A far discutere, in particolare, la distanza di un metro interpersonale, anche all’interno delle palestre. Fonte, questa, di scatenata ironia sui social.

autobus pieni

Difficile mantenerla sui mezzi di trasporto, difficile anche rispettarla semplicemente andando al supermercato, per fare la spesa. L’Italia che affronta l’epidemia, comunque, non si ferma: almeno non ancora.