Call center C2C, Santangelo: “Proposta capestro, intervenga il Ministro”

Tutto da rifare per la vertenza del Call center aquilano per la commessa Wind3. Santangelo: "Condizioni capestro per i lavoratori, intervenga il Ministro".

Incontro sulla vertenza dei lavotatori del Call center aquilano, condizioni “capestro”. Il vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, chiede l’intervento del Ministro.

“Assistiamo con sgomento all’evolversi in negativo della situazione dei 157 lavoratori del Call Center aquilano impegnati nella commessa Wind3. Anche perché nella riunione alla quale ho partecipato con il Prefetto dell’Aquila il clima era apparso disteso e lasciava ipotizzare una soluzione che mettesse tutti d’accordo”. Lo rende noto Roberto Santangelo, vice presidente vicario in Consiglio regionale.

“Invece – prosegue Santangelo – nel successivo incontro, svoltosi mercoledì 4 marzo, tra le due società Contact Centre Sud e Customer 2 Care, alla presenza dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, si è consumata una lacerazione difficilmente sanabile senza che ci sia un intervento deciso del Ministro delle Attività produttive nei confronti della committenza Wind3. La proposta attualmente sul tavolo è capestro per i lavoratori che si vedono decurtare due ore ciascuno, senza scatti di anzianità e tutti i dipendenti dovranno ripartire dal livello più basso. È inaccettabile che le diatribe interne che interessano le due aziende C2C e CCsud debbano ricadere pesantemente solo sui dipendenti e le loro famiglie. Il nostro territorio è già colpito nel cuore e soffre di una grave crisi i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. Assicuro il mio impegno istituzionale in ogni sede per salvaguardare i livelli occupazionali”.

Call center C2C – CCSUD, Biondi: “No ai lavoratori come scudi umani”.

“I lavoratori del call center C2C non devono essere utilizzati come scudi umani per contenziosi aziendali che non possono incidere sul futuro di un territorio che quotidianamente lotta per risollevarsi dalle macerie, anche economiche e sociali, ereditate dal sisma del 2009″. Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. “Ho seguito molto attentamente la vertenza, ho incontrato i dipendenti e sono costantemente in contatto con i loro rappresentanti sindacali. – spiega il primo cittadino – La rottura del tavolo di trattative di due sere fa ha colto tutti di sorpresa, soprattutto perché finalmente sembrava che all’orizzonte si stesse profilando una soluzione con l’apertura di un nuovo sito a Bazzano in cui reimpiegare i circa 160 operatori. Le frizioni esistenti tra C2C e CCSUD hanno fatto tramontare un accordo su cui in molti avevano riposto fiducia”. “Ho già scritto in passato ai vertici di Wind3, assegnatario della commessa, per esporre il problema chiedendo un impegno affinché venisse individuata una soluzione. Questa mattina li abbiamo contattati di nuovo per chiedere cosa si intendesse fare alla luce del precipitare degli eventi. Ritengo che una multinazionale così importante, impegnata anche nella sperimentazione del 5G in questa città, debba mantenere alta la sua attenzione. È un fatto di partnership, di collaborazione. Non possiamo permetterci di perdere neanche un posto di lavoro”.

Call center C2C – CCSUD, Quagliariello presenta interrogazione al Governo.

“Raccogliendo il grido di allarme del territorio, presenterò immediatamente un’interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo Economico per sollecitare l’assunzione di iniziative urgenti rispetto alla vertenza che interessa all’Aquila il call center coinvolto nella commessa Wind3”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, eletto per il centrodestra nel collegio L’Aquila-Teramo. “Le ultime notizie – afferma Quagliariello – non appaiono infatti per nulla rassicuranti rispetto alle condizioni dei 157 lavoratori del call center, sulle spalle dei quali a quanto pare si intenderebbe scaricare il peso economico e contrattuale di dissidi tra le imprese interessate nella vicenda. Si tratta di una situazione non sostenibile, per di più in un momento di crisi generale e in particolare in un territorio che ogni giorno lotta per risollevarsi dalle conseguenze del terremoto. E’ urgente – conclude – un intervento del governo che scongiuri con efficacia l’esito nefasto che ad oggi si prefigura”.

Pezzopane: “Non si possono tenere in ostaggio i lavoratori per delle liti tra aziende”.

“Non si possono tenere 157 lavoratrici e lavoratori ostaggio delle liti di due aziende. Non è accettabile – scrive a proposito la deputata Stefania Pezzopane – che per colpa di queste liti si mettano a rischio 157 posti di lavoro in un territorio, quello dell’Aquila, che di posti di lavoro ne ha già persi migliaia per colpa del terremoto. L’atteggiamento di C2C e CCSUD è irresponsabile, oserei dire vergognoso. In un momento in cui l’Italia sta attraversando una fase difficile a causa del coronavirus, con il rischio per molte attività di dover chiudere, immaginare di mettere a repentaglio il lavoro di 157 famiglie per delle beghe tra aziende è intollerabile. Inoltre, grazie allo sforzo del legislatore compiuto proprio per bloccare la giungla dei contratti nei call center, ci sarebbe la clausola sociale per tutelare i lavoratori, ma queste liti rischiano di vanificare tutto. Chiedo che il governo intervenga per cercare di risolvere questa situazione assurda che si è venuta a creare, e alla Regione di smettere di dormire”.

Call center C2C – CCSUD, la preoccupazione di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

“Il sindacato confederale Nazionale e Territoriale insieme alle rsu, pur nella situazione contingente, – scrivono i sindacati – ha proseguito il confronto per cercare di raggiungere un accordo che traguardasse la difesa dell’occupazione nel sito aquilano di C2C. Sono 157 le lavoratrici e lavoratori che da più di un mese sono in “ostaggio” di diatribe tra C2C e CCSud a seguito della disdetta del contratto di subappalto per le attività legate alla committente Wind3. Le oo.ss. , come ribadito in più occasioni, non hanno alcun interesse ad entrare nel merito delle questioni legali tra le due società, piuttosto hanno il solo obiettivo di salvaguardare l’occupazione di 157 dipendenti in un territorio già abbondantemente dilaniato da drammi occupazionali. Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil Nazionali e territoriali non potranno permettere che le controversie legali tra le due società finiscano per danneggiare i lavoratori, vittime inconsapevoli di una situazione oramai paradossale. Le oo.ss. dell’Aquila chiedono pubblicamente a tutte le istituzioni, già interessate per la problematica, di intervenire con estrema urgenza su tutte le società in questione, soprattutto su Wind3.
Abbiamo fatto urgente richiesta d ‘incontro al Prefetto, Regione e Comune dell’ Aquila e auspichiamo la presenza di tutti gli interessati . Siamo in un momento molto delicato, aggravato dalla PEC ricevuta ieri da CCSud e CCNord con la quale ……si libera dagli impegni presi con le istituzioni e Sindacati. Wind3 deve intervenire e fare tutto il possibile affinchè dia seguito all’impegno preso di salvaguardare l’Aquila e i suoi 157 lavoratori”.