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Coronavirus, scuole chiuse in tutta Italia: ora è ufficiale

Adesso è ufficiale: scuole chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo. Le misure contro il Coronavirus.

È arrivata la conferma: scuole chiuse in tutta Italia. La decisione per fronteggiare il Coronavirus.

Arrivata la relazione del comitato di esperti, Conte annuncia: “Scuole chiuse per l’emergenza Coronavirus in tutta Italia“. La conferma dal premier che aggiunge: “La notizia fuoriuscita della chiusura delle scuole – ha detto il Presidente del Consiglio – è stata completamente improvvida. Avevamo bisogno di un approfondimento per avere tutti gli elementi per decidere. Nell’ambito delle responsabilità che competono al Governo, sentiti i ministri competenti, siamo addivenuti alla decisione finale. Molti, sul territorio nazionale, stanno perseguendo una chiusura sostanziale a dispetto dei provvedimenti formali: abbiamo deciso quindi di attuare questo provvedimento, valido fino al 15 marzo, a livello nazionale”.

La decisione a seguito di una valutazione, richiesta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di una relazione tecnica al comitato operativo che affianca il governo nella gestione dell’emergenza. E in mattinata a Palazzo Chigi, contestualmente alla riunione coi ministri, Conte ha visto Walter Ricciardi, consulente del governo e delegato Oms, e il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro.

La misura rientra nel Dpcm di aggiornamento che il Governo sta approvando: allo studio, inoltre, “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale” sono sospesi “congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali, per il personale sanitario e il personale che garantisce i servizi pubblici essenziali e di pubblica utilita’”. Vengono “rinviate tutte le attivita’ convegnistiche e congressuali“, sospese “le manifestazioni di qualsiasi natura, nonche’ degli eventi in luogo pubblico o privato e in luogo chiuso aperto al pubblico inclusi cinema e teatri che comportino affollamento di persone e che non garantiscano il rispetto della distanza di sicurezza/interpersonale di almeno un metro”.