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Consiglio regionale, strappo della Lega: salta il numero legale

Clamoroso strappo della Lega che abbandona l'Aula. Consiglio regionale interrotto per mancanza di numero legale. Venti di crisi in maggioranza.

Crisi di maggioranza in Consiglio regionale: la Lega abbandona l’Aula.

Com’era ampiamente prevedibile, in virtù della ferma presa di posizione espressa nella giornata di ieri, la Lega ha abbandonato l’Aula nel momento in cui si è trattato di discutere il secondo punto all’ordine del giorno. Dopo qualche intervento sull’ordine dei lavori, anche l’opposizione ha abbandonato, richiedendo la verifica del numero legale, che naturalmente a quel punto non c’era più. È stato così sancito lo strappo annunciato della Lega, anche se – grazie al precedente ordine del giorno sul Coronavirus – è stato possibile inquadrare la crisi nel contesto delle nomine e della modifica allo statuto, senza quella caratterizzazione politica generale che avrebbe messo ancor di più in difficoltà la maggioranza.

Che sarebbe finita così era chiaro dal netto comunicato di ieri della Lega che, a margine della riunione di partito, aveva chiaramente sottolineato con il coordinatore regionale Luigi D’Eramo: “La Lega non è disponibile a votare le nomine e la surroga previste all’odg del Consiglio Regionale perché non le condivide. La Lega, in maniera unanime, esprime la sua netta contrarietà alle ipotesi emerse nelle ultime ore su nomine e possibili modifiche statutarie. Il partito non è disponibile neanche a discutere su simili circostanze, avendo concentrato in questa fase tutti gli sforzi dei propri assessori e dei propri consiglieri al sostegno dell’azione che sta portando avanti, con profitto, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, per la gestione della delicata emergenza Coronavirus”. E così è stato: tutto il gruppo Lega, compreso i componenti dell’Ufficio di Presidenza, ha abbandonato l’Aula, dopo la relazione sul Coronavirus e l’accettazione delle dimissioni di Legnini, nominato Commissario alla ricostruzione post sisma Italia Centrale, con la surroga a favore di Pierpaolo Pietrucci che da domani sarà ufficialmente consigliere regionale.

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Prima di abbandonare l’Aula insieme alla Lega, l’opposizione ha tenuto a rimarcare il momento di crisi politica del Governo regionale. “Ci avete fatto venire qui – ha sottolineato il consigliere del M5S Pietro Smargiassi – per una I Commissione e un Consiglio regionale che si sono rivelati inutili, questo è l’atteggiamento della Lega nei confronti della Regione”. “Questa – ha aggiunto Sandro Mariani – è la dimostrazione plastica di quanto denunciamo da mesi”. Dal canto suo, Silvio Paolucci ha messo sul tavolo anche un altro elemento: “Gli effetti di questa lacerazione si vedranno prossimamente e vedremo se in tutto ciò c’entrino o meno anche le nomine dei direttori generali delle Asl e se i temi veri arriveranno davvero in questo Consiglio. Intanto constatiamo la debolezza politica di un governo regionale nato sul consenso a Matteo Salvini e non a Marco Marsilio“. Un “contributo propositivo” è arrivato poi da Sara Marcozzi: “Ripensateci: inserite gli odg che gli abruzzesi aspettano e rinunciate a nomine e aumento di poltrone. Il Presidente Sospiri ridia dignità a questo Consiglio regionale, non si era mai arrivati a questi livelli, prima d’ora, se non forse quando D’Alfonso lo definì una cloaca”. Ma anche allora, come ha fatto notare Pettinari, “non è mai successo che un intero gruppo di maggioranza abbandonasse l’Aula”.

A questo punto il confronto si sposta tra i gruppi politici di maggioranza, per evitare che questo strappo su specifici odg si trasformi in una crisi politica a tutto campo. Al momento c’è il Coronavirus a dare qualche margine di tempo per ricucire lo strappo, ma prima o poi la questione andrà risolta, visto che da un anno ormai l’attività del governo regionale è segnata da strappi e malumori.

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