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Coronavirus, infermieri in prima linea: in Abruzzo ne mancano 2000

In Abruzzo mancano 2000 infermieri. È quanto emerge da un'analisi dell'ordine professionale abruzzese, in prima linea nella gestione ospedaliera del Coronavirus.

Coronavirus: infermieri abruzzesi in prima linea. In tutta la regione manca il personale infermieristico negli ospedali.

È quanto emerge da un’analisi fatta dai rappresentanti degli ordini delle professioni infermieristiche delle quattro province abruzzesi.

Secondo le rilevazioni del Centro studi della Federazione nazionale delle professioni infermieristiche, la carenza di infermieri in Abruzzo è stimabile in 2.069 unità, con un rapporto di infermieri per medico di 2,2, tra i più bassi in Italia.

Una carenza di infermieri che pone la Regione Abruzzo al di sotto del rapporto ottimale di 3:1 e delle indicazioni internazionali.

Di questi, 719 mancano sul territorio (quindi 1.350 nelle strutture di ricovero, basandosi sia sul rapporto necessario infermieri-medici sia sulla direttiva europea che ha stabilito i meccanismi di turnazione del personale sanitario), mentre il fabbisogno di infermieri di famiglia/comunità in base alla popolazione (ma l’Abruzzo ha una percentuale di anziani più alta di altre regioni e, quindi, è verosimile che il fabbisogno reale sia più alto) è di almeno 479 unità.

Secondo l’Ocse la media italiana è di 5,8 infermieri per mille abitanti, rispetto agli 8,8 per mille della media del Paesi appartenenti all’Organizzazione.

In Abruzzo il rapporto è ancora più basso, pari a 4,6 infermieri per mille abitanti.

Tra l’altro l’orografia regionale e le caratteristiche stagionali della presenza di popolazione fanno ritenere rilevante per l’Abruzzo la presenza degli infermieri di comunità che si occupano anche di educazione sanitaria e prevenzione.

In prospettiva futura, la cronicità e il progressivo invecchiamento della popolazione causeranno un inevitabile aumento dei bisogni assistenziali (area largamente presidiata dagli infermieri) rispetto a quelli strettamente diagnostici terapeutici.

Anche alla luce della situazione attuale a causa del Coronavirus, i rappresentati regionali delle professioni infermieristiche, hanno espresso preoccupazione per questa carenza di personale nelle strutture sanitarie abruzzesi, con le immaginabili conseguenze sulla sicurezza delle cure.

La carenza del personale infermieristico in Abruzzo è emersa durante un incontro con i rappresentati dei 4 ordini abruzzesi: Giancarlo Cicolini per Chieti, Maria Luisa Ianni per L’Aquila, Irene Rosini per Pescara e Cristian Pediconi per Teramo,  ricevuti all’Aquila dai componenti della V Commissione “Salute, Sicurezza Sociale, Cultura, Formazione e Lavoro” del Consiglio regionale.

Gli Opi provinciali sollecitano immediati interventi della politica regionale al fine di procedere all’immediata chiusura dei concorsi in atto, attualmente rallentati per i numerosi ricorsi; avviare un’immediata valutazione del fabbisogno di professionisti in collaborazione con gli OPI provinciali; applicare gli atti aziendali in riferimento all’avvio dei concorsi per i dirigenti delle professioni sanitarie che, in alcune Asl, non sono stati mai avviati e in altre ridotti drasticamente durante questa consiliatura; istituire un tavolo permanente tra la Regione e gli OPI provinciali per monitorare, valutare e programmare gli interventi per garantire qualità al servizio e all’assistenza.

 

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