Call center C2C, obiettivo: scongiurare licenziamenti

Vertenza C2C in Prefettura, l'esito della riunione. Nuovo incontro tra le parti previsto a marzo.

L’AQUILA – Incontro in Prefettura sulla vertenza del Call center C2C; sindacati, azienda e parti politiche a confronto per scongiurare eventuali esuberi.

È stata ribadita la necessità di un “passaggio indolore”, senza incidere sul personale, nella riunione di ieri pomeriggio in Prefettura sulla vertenza del Call center C2C, dopo la rescissione del contratto da parte di Ccsud. A preoccupare i lavoratori, messi momentaneamente in ferie, la mancanza di certezze sul futuro, rispetto all’ultima riunione che aveva lasciato più di un dubbio. Oltre ai sindacati e ai rappresentanti aziendali, presente al tavolo anche la parte politica, con il vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, e il vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo.

La notizia positiva è che finalmente, al tavolo della Prefettura, le parti si sono parlate, anche se servirà la prossima riunione convocata a Roma per il prossimo 6 marzo a definire la vertenza e il passaggio dei lavoratori da C2C a Ccsud.

In quella sede, i passaggi principali si dovrebbero chiarire, insieme al futuro dei lavoratori.

Sulla questione aveva espresso preoccupazione il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che aveva chiesto chiarimenti al Ministero e a Wind3: “Ai rappresentanti del Governo ho fatto presente che il settore dei contact center fornisce occupazione, nella sola città dell’Aquila, a centinaia di operatori ed è uno dei comparti con più addetti del territorio provinciale”. Di qui la richiesta del Primo Cittadino dell’Aquila di serrare i confronti e di “porre in essere tutte le azioni necessarie in grado di sostenere la fase di transizione con la celerità che il particolare momento storico richiede. Sono consapevole della situazione particolare che sta vivendo il mondo dei contact center – ha scritto invece Biondi a Wind Tre, la cui commessa, gestita da Ccsud, riguarda proprio il sito aquilano di C2C – ma, al contempo, non posso non esprimere preoccupazione per il paventato rischio esuberi in una città che, con tenacia e orgoglio, sta portando avanti un coraggioso percorso di rinascita a quasi undici anni dal sisma del 6 aprile 2009 e il cui territorio ha cronicamente a che fare con una disoccupazione allarmante”.

A questo punto, quindi, si dovrà attendere l’incontro di marzo per verificare se le preoccupazioni espresse da istituzioni e lavoratori potranno dirsi superate o meno.