Vertenza Intecs, lavoratori ancora in cerca di soluzioni

Per gli ex ricercatori Intecs del Tecnopolo dell’Aquila manca ancora un impegno chiaro alla risoluzione del problema al loro reintegro nel mondo del lavoro

“Siamo di nuovo costretti a rivolgerci agli organi di stampa per ricordare a Istituzioni e politica le difficoltà estreme in cui ci troviamo, dopo oltre due anni dalla chiusura della sede aquilana del laboratorio Intecs”.

Continua il calvario degli ex lavoratori Intecs, quasi tutti ricercatori altamente qualificati, senza lavoro da alcuni anni.

Per gli ex ricercatori del Tecnopolo dell’Aquila manca ancora un impegno chiaro alla risoluzione del problema al loro reintegro nel mondo del lavoro. Una vicenda, quella dei lavoratori Intecs che va avanti da quasi 3 anni.

Il riassorbimento di circa 60 figure professionali dalle 70 iniziali si trascina ormai ormai da quasi 3 anni, ovvero da quando furono tutti licenziati, senza preavviso, dopo anni di servizio presso il Tecnopolo dell’Aquila.

I licenziamenti “lampo” del 2018 sono arrivati dopo una sofferta vertenza, conseguente alla decisione della casa madre romana della società che decise di smantellare il sito aquilano, nonostante le garanzie di rilancio, dopo averlo rilevato dalla Dompè.
Si tratta di persone con curriculum personali molto qualificati; ingegneri elettronici, meccanici, programmatori, tecnici informatici che hanno prestato la loro opera per anni all’interno del Tecnopolo. Alcuni di loro si sono formati anche all’estero, in Europa e in Oriente.
Nonostante l’esperienza e le qualifiche, all’indomani del licenziamento per molti di loro è stato difficilissimo reintegrarsi nel mondo del lavoro.
Troppo vecchi per essere assunti e troppo giovani per andare in pensione”, è stato uno degli slogan della loro protesta pacifica, portata avanti con dignità e correttezza davanti i cancelli della sede della Regione Abruzzo in via Leonardo da Vinci.
Intecs

Alcuni ricercatori Intecs infatti avevano posizionato un camper, con degli striscioni simbolici, fuori gli uffici della Regione Abruzzo per tenere alta l’attenzione sul loro problema, “per non essere dimenticati”, avevano detto.

“Ci rivolgiamo in particolare, all’Assessore regionale alle Attività Produttive, Mauro Febbo, chiediamo un incontro urgente per fare il punto sulla nostra vicenda e di presidiare il piano di reinserimento lavorativo sui progetti dell’asse strategico Space Economy, co-finanziati dalla Regione Abruzzo“, si legge in una nota.

A dicembre 2019 i lavoratori sono stati convocati da Thales Alesnia Space per sostenere i colloqui tecnici, in base alle competenze.

Alcuni dei lavoratori Intecs  sono stati esaminati più di una volta e da team tecnici differenti.

“Dopo due mesi, dell’esito dei colloqui non si hanno notizie. La situazione attuale vede l’assenza di prospettive concrete; sono terminati gli ammortizzatori sociali per i pochi lavoratori che avevano potuto usufruirne; il progetto ItalGovSatCom, sul quale era previsto il reinserimento dei lavoratori exIntecs, è stato assegnato lo scorso luglio; l’azienda Forender24, la startup intermediaria per l’assunzione dei lavoratori, è pronta da mesi e disponibile anche a fare investimenti privati per accelerare la soluzione”, chiarisce la nota.

Grandi speranze erano arrivate dalla sottoscrizione della convenzione per il primo progetto, ItalGovSatCom, curato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), lo scorso 30 luglio 2019, in seguito alla quale l’Assessore Febbo aveva rassicurato sulle “positive ricadute sul territorio per le aziende abruzzesi, che sono in coerenza con il montante degli investimenti regionali e del Mise” e sull’avvio “della verifica dei curricula dei lavoratori ex Intecs al fine di circoscrivere le professionalità dei ricercatori in linea con il progetto, così come previsto dal protocollo d’intesa che era stato sottoscritto in Regione con l’allora vice presidente Lolli che, in cambio dell’impegno forte del governo regionale sulla strategia della Space Economy aveva chiesto fossero riassorbiti nei progetti i ricercatori ex Intecs”.