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Castel del Monte dice no al Regolamento del Parco

Castel del Monte chiede l'annullamento dell’atto deliberativo di approvazione del regolamento del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, "perchè svantaggia tutto il territorio".

Il Consiglio Comunale di Castel del Monte ha deliberato all’unanimità di richiedere al Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga l’annullamento dell’atto deliberativo di approvazione del regolamento generale del Parco.

Il Comune di Castel del Monte chiede l’annullamento in quanto, “questo regolamento pone vincoli a totale svantaggio della popolazione Castellana, unica portatrice di interessi collettivi sociali del proprio territorio.”.

Le principali motivazioni espresse in delibera, tra le altre, sono: il mancato coinvolgimento dei Sindaci e della popolazione; la desertificazione delle aree interne; gli ulteriori vincoli per le piccole aziende ed imprese locali che devono essere in grado di poter avviare un’attività o continuare a lavorare nelle realtà montane di per sé già disagiate; la tutela dell’attività agrosilvopastorale principale fonte di economia e di orgoglio locale; le possibilità di richiedere agevolazioni concesse da bandi comunitari, nazionali, regionali, di sostegno alle imprese di qualsiasi settore e/o rivolti a soggetti pubblici con priorità per i territori e le imprese e/o soggetti pubblici con sede legale e operativa nei Comuni del Parco che sarebbero vanificate dalle limitazione imposte.

 

Ecco il testo completo della delibera:

– il Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha approvato la bozza del regolamento generale;

– il regolamento è stato predisposto dall’Università del Molise senza il coinvolgimento dei Sindaci e della popolazione che vive nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;

– l’Amministrazione Comunale di Castel del monte da anni cerca di favorire strategie territoriali dal basso verso l’alto, di tipo partecipativo, per offrire opportunità per lo sviluppo delle aree interne e che tale obiettivo dovrebbe essere inserito tra le priorità individuate in tutti i programmi di cooperazione territoriale;

– la proposta della Commissione Europea rispetto alla futura politica agricola comune offre un grande potenziale per azioni mirate al sostegno delle zone rurali, montane e periferiche;

– le aree montane, senza concreti ed immediati interventi di politica e pianificazione territoriale, rischiano la completa desertificazione. Meno lavoro significa meno abitanti e conseguentemente meno servizi e nuovamente meno lavoro, in una spirale negativa che ha come conseguenza l’abbandono delle terre più marginali;

– per creare nuova occupazione nelle aree montane è indispensabile elaborare un piano di investimenti mirato alla riqualificazione delle aree interne alimentando la filiera produttiva di ogni singolo micro-territorio, agevolando le aziende agricole locali, le piccole attività imprenditoriali e artigianali, compresi gli esercizi di vicinato quando questi sono l’unica attività commerciale di un Comune e il turismo principalmente ecosostenibile ed enogastronomico, nella consapevolezza di utilizzo delle nostre bellezze naturali per rivitalizzare il borgo e non la negazione totale delle stesse.

– è necessario puntare ad una sempre maggiore sostenibilità delle attività dei Comuni di montagna, favorendo lo sviluppo di una Green Economy ed il sostegno alle piccole realtà produttive, artigiane, commerciali e turistiche, che a tutti gli effetti rappresentano dei servizi importanti per la popolazione;

– le piccole aziende ed imprese locali devono essere in grado di poter avviare un’attività o continuare a lavorare nelle realtà montane di per sé già disagiate;

– sempre al fine di agevolare l’occupazione, occorrerebbero norme di semplificazione che consentano la flessibilità professionale rimuovendo ostacoli alle pluri-attività ed i bandi comunitari, nazionali, regionali, di sostegno alle imprese di qualsiasi settore e/o rivolti a soggetti pubblici, potrebbero adottare una priorità territoriale a favore delle imprese e/o dei soggetti pubblici con sede legale e operativa nei Comuni a rischio spopolamento, anche ricompresi nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ma che sarebbero vanificati dall’imposizione di ulteriori vincoli;

– in molti campi di attività (settori produttivi quali l’agroalimentare, l’artigianato, il turismo, la manifattura, ecc.) esiste un gap fra costi di produzione rispetto alle aree di pianura: il costo dell’energia, il costo dei trasporti, la difficoltà di accesso ai servizi, la mancanza di reti adeguate sono solo alcuni esempi;

l’impoverimento demografico dei territori interni andrebbe a colpire le istituzioni scolastiche che rappresentano un presidio culturale imprescindibile. In un periodo storico in cui è necessario che sia garantita un’istruzione di qualità per scongiurare i rischi di crescente impoverimento delle comunità andrebbero favorite iniziative, quali ad esempio incentivi agli insegnanti che accettano di trasferirsi in territori marginali per un periodo prolungato; lo stesso dicasi per il medico di famiglia, le forze dell’ordine e le altre figure istituzionali/imprenditoriali la cui presenza ricreerebbe quel tessuto sociale ormai scomparso.

– Visto che l’intero territorio del Comune ricade nell’area protetta del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e che ulteriori norme andrebbero a discapito totale della Comunità Castellana
– Visto che la maggior parte del territorio comunale è già gravato dalle norme di uso civico, S.I.C. e Z.P.S.

– Rilevata la necessità di tutelare gli interessi della Comunità Castellana, già sofferente e con l’adozione del regolamento del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga sarebbe ulteriormente colpita in maniera irreversibile.

– Ritenuto necessario tutelare la millenaria attività agrosilvopastorale del nostro Comune, denominato Capitale della Pastorizia, principale fonte di economia e di orgoglio dei nostri allevatori, da ultimo la transumanza riconosciuta dall’Unesco Patrimonio immateriale della cultura.

Delibera

Di approvare tutto quanto in premessa e farne parte integrante e sostanziale del presente deliberato.

Di impegnare il Sindaco e la giunta comunale ad attivare le procedure per la predisposizione dei progetti per le infrastrutture utili per una maggiore fruibilità ai fini turistici e ricettivi dell’area del Gran Sasso, Campo Imperatore di competenza del Comune, già previsti nella scheda di candidatura del PIT “ Terre della Baronia Progetto integrato a favore dello sviluppo turistico dei comuni del cratere”, in corso di approvazione dal Comitato di Indirizzo e dal CIPE, e a promuovere l’istituzione di un tavolo di confronto con l’Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga e gli altri portatori di interesse per la definizione di poche ma chiare norme condivise, tali da rendere il Regolamento del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga strumento agile di sicuro sostegno allo sviluppo economico e sociale del Gran Sasso e principalmente a vantaggio della popolazione resiliente che con coraggio continua a manutenere e tutelare le nostre bellezze naturali; invita la Regione Abruzzo ad avviare l’iter istituzionale per la ridefinizione dei perimetri delle aree Sic (sito d’interesse comunitario) e Zps (zona di protezione speciale) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in cui i vincoli ambientali sono particolarmente rigidi e, da molti, considerati da anni ostacolo allo sviluppo turistico del comprensorio.

Di chiedere al Consiglio Direttivo dell’Ente Parco l’annullamento dell’atto deliberativo di approvazione del regolamento generale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che con i suoi assurdi ulteriori vincoli è a totale svantaggio della popolazione Castellana, unica portatrice di interessi collettivi sociali del proprio territorio.

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