Ponte Belvedere, il dono di Marg: una porta urbana nel segno del ricordo

Ponte Belvedere, alla scoperta del progetto donato a L'Aquila dallo studio Gmp di Amburgo, a dieci anni dal sisma. L'intervista alla prof.ssa Semeraro, curatrice dell'iniziativa "Nove artisti per la ricostruzione"

banner articoli_okPonte Belvedere, tra i progetti sul tavolo dell’amministrazione c’è anche quello donato a L’Aquila dallo studio Gmp di Amburgo, a dieci anni dal sisma.

Un progetto a firma Volkwin Marg, socio fondatore dello ‘Gmp von Gerkan, Marg und Partner’, tra i principali studi di architettura europei, con diverse sedi internazionali.

La proposta è arrivata a sorpresa ad ottobre 2020, fuori dal bando del comune di L’Aquila scaduto ad agosto 2019, ed è arrivato come progetto donato all’interno dell’iniziativa “Nove artisti per la ricostruzione”.
Il progetto di Marg non ha un project finacing, ma dovrebbe essere adottato da una grande azienda, come ha fatto Eni con il progetto di Beverly Pepper.

Ponte Belvedere, Marg a L’Aquila

Il professore e architetto Volkwin Marg – accompagnato dall’ingegnere e progettista Maurizio Milan – ha visitato il capoluogo la scorsa estate, invitato dalla professoressa Roberta Semeraro, che cura l’iniziativa artistica.

studio Gmp marg

Ponte Belvedere, grande incompiuta di una ricostruzione ancora in corso, è chiuso ormai dall’aprile del 2009, nonostante si tratti di uno degli snodi centrali della viabilità del centro storico cittadino. Dopo le ripetute ‘false partenze’ dell’amministrazione Cialente/Di Stefano, a luglio 2019 l’amministrazione comunale guidata da Biondi  ha emanato un bando per acquisire delle manifestazioni di interesse per un project financing, a cui hanno risposto 8 ditte da tutta Italia, ma una sola azienda, oltretutto aquilana, ha presentato poi il progetto per il Ponte Belvedere, il ponte di Santa Apollonia e per il parcheggio su via Fontesecco (come da richiesta del bando, ndr).  Mentre si ragionava del Progetto dell’aquilana Unirest, presentato a dicembre 2019, con un colpo di scena è arrivato anche il progetto dell’architetto tedesco, che ha riaperto il confronto in città.

Ponte Belvedere, abbattuto e ricostruito, visto da Marg

Il progetto dell’architetto tedesco prevederebbe per il nuovo Ponte Belvedere: un segno distintivo per l’ingresso alla città dal livello inferiore e di collegamento con le due parti del centro storico al livello superiore. L’ingresso sarebbe segnalato come una vera e propria porta urbana attraverso un grande e moderno arco in acciaio, a richiamare la tipologia riconoscibile della porta di una città.

Nella bozza del progetto gli archi si appoggiano su quattro piloni, contenenti al loro interno i collegamenti verticali tra la quota della strada di accesso e la quota superiore del centro storico e illuminati nella parte superiore da alcuni grandi capitelli luminosi.

Ponte Belvedere, Progetto Volkwin Marg: le aree circostanti

“Al posto delle case popolari, inadeguate in quella posizione, può essere previsto un garage multipiano con 80 posti auto per offrire parcheggi per gli abitanti della quota inferiore e superiore della città, nonché ai visitatori. Sul lato opposto l’ex stazione di servizio viene trasformata in un bar e punto di servizio e informazione per la città, attestato sul percorso che collega la fontana delle 99 cannelle, attraverso il recuperato parco e il convento di Santa Chiara, con il centro storico, con gli ascensori inseriti nei piloni del ponte”, come precisato in una nota illustrativa dello studio tedesco.

planimetria progetto ponte belvedere marg

Nella versione progettuale pensata, inoltre, gli automobilisti e i pedoni di Via XX Settembre e Via Fontesecco circolerebbero intorno ad una fontana in ricordo delle vittime del terremoto. “Fontana costituita da nove cerchi tra di loro concentrici con diverse inclinazioni a simboleggiare il movimento del terremoto che muove la terra, rappresentata da una sfera in pietra in cima alla fontana”. Nei nove cerchi sarebbero applicate 309 incisioni, una per ogni vittima del terremoto, dalle quali sgorga l’acqua, simbolo di vita.

Ponte Belvedere, un progetto ‘dono’ nel segno della memoria

Il dono del progetto da parte dell’architetto Volkwin Marg si configurerebbe come secondo intervento d’arte in scala monumentale di sostenibilità ambientale, dopo l’Amphisculpture al Parco del Sole di Beverly Pepper, l’artista recentemente scomparsa.

Il primo sopralluogo, da parte di Marg e dell’ingegner Milan è avvenuto nell’agosto scorso. «È stato utile – spiega al Capoluogo la professoressa Roberta Semeraro – per prendere visione dell’attuale condizione del Ponte Belvedere e dell’area limitrofa, a partire dalla Fontana delle 99 Cannelle».

Racconta Roberta Semeraro in questa intervista in esclusiva per il Capoluogo: «Ero a conoscenza della questione del Ponte Belvedere già dal 2011, quando il mio progetto per la ricostruzione era cominciato e mi stavo occupando della realizzazione dell’opera di Beverly Pepper. Fu allora che per la prima volta sentii parlare di un intervento di ricostruzione per questo ponte, situato in una posizione strategica ed importante del centro storico della città. L’anno scorso quando è tornata in auge la questione, sono stata nuovamente contattata per cercare un archistar che firmasse il progetto del Ponte Belvedere. Le donazioni di grandi progetti di opere di architettura sono molto più complesse di quelle di scultura monumentale, così non è stato semplice trovare un archistar tanto generosa da accettare il mio invito. Grazie alla mia precedente collaborazione con l’Architetto Clemens Kusch, che affianca Marg nelle sue opere in Italia, infine sono riuscita ad ottenere la disponibilità del Professore. È evidente che la generosità in questo caso è consequenziale ad una lunga e fortunatissima carriera, quando l’interesse per il territorio e per l’ambiente diventa molto più importante di qualsiasi altra cosa. Ed è questo l’approccio che ha avuto il Professore, quando quest’estate siamo stati insieme all’Aquila. Non solo ha visitato e ripercorso più volte il Ponte Belvedere, ma ha voluto percorrere passo dopo passo, l’intera area adiacente che porta in salita dalla fontana delle 99 cannelle al ponte».

A ottobre l’invio del progetto, che «dimostra non solo quella visione umanistica della cittàche ben si addice alla tradizione delle nostre città storiche italiane, ma anche la sua grande sensibilità e attenzione per il paesaggio e l’ambiente. È evidente che per Marg (che è anche un ingegnere), un ponte sia una infrastruttura di tale importanza da non poter essere camuffato o sopraffatto da altri volumi. Le forme dell’architettura di Marg, sono forme archetipo pur essendo realizzate con tecniche e linguaggi all’avanguardia, pertanto non impattanti dal punto di vista ambientale. Nelle sue opere c’è sempre poi un elemento narrativo che avvicina le persone ai luoghi e che le fa sentire a casa. Ed è per questo che il suo disegno per il Ponte Belvedere si sposa perfettamente con i presupposti e gli obiettivi di “Nove artisti per la ricostruzione”. Sono orgogliosa di aver presentato questo splendido progetto alla città dell’Aquila e di aver creato l’opportunità di ricevere una donazione da una famosa archistar. Tra l’altro, e non è cosa da poco, considerando che nel nostro Paese ci sono moltissime opere pubbliche incompiute, vorrei sottolineare che Marg si è contraddistinto ultimamente per aver portato a termine nel tempo e nel budget preventivati inizialmente, il Palacongressi di Rimini».