Ponte Belvedere, una grande A per la Porta Ovest della città

Ponte Belvedere, un logo per L'Aquila che rinasce nella nuova porta ovest della città. Un cinema, una grande piazza con locali commerciali e non solo. Il progetto Unirest

Demolire e ricostruire, sarà probabilmente questa la soluzione per il Ponte Belvedere, grande incompiuta della città, ma, sembra, ancora per poco. Due i progetti presentati, a firma Unirest e Volkwin Marg.

Una grande A stilizzata, per il progetto Unirest del Ponte Belvedere, che in prospettiva disegnerebbe la L e l’apostrofo di L’Aquila. Il ponte Belvedere come porta d’ingresso della città con una forte connotazione identitaria.

Si inizia quindi a intravedere – dopo anni di incertezze e più di qualche disagio – il futuro del Ponte Belvedere.

logo ponte belvedere unirest

Dall’altro lato, invece, l’alternativa dell’archistar tedesca, che comprenderebbe, tra le altre cose, una fontana costituita da 9 cerchi su cui incidere il ricordo delle vittime del sisma.

Tutte le proposte progettuali per il nuovo ponte sono state messe sul tavolo in un incontro con la cittadinanza, a cui seguirà un secondo confronto lunedì 17 febbraio.

Ponte Belvedere, il progetto Unirest

Il progetto targato Unirest è il frutto del lavoro elaborato dallo Studio Tecnico Associato Paoloni-Scoccia-Laurini facente parte della stessa impresa UNIREST. Curato dai professionisti: Diego Scoccia, architetto, Pietro Paoloni, ingegnere, e gli ingegneri Francesco ed Eleonora Laurini.

«Per il Ponte Belvedere – spiega Eleonora Laurini alla redazione del Capoluogo – abbiamo pensato ad una porta d’ingresso alla città dell’Aquila, che sia elemento attrattivo e luogo di incontro, scambio, spazio culturale e turistico. Al tempo stesso l’idea che ci ha ispirato è stata quella di fare del ponte il luogo della nuova vita della nostra città. Ecco perché la creazione di un simbolo che racchiuda una grande A dell’Aquila, inserita all’interno di un logo dal significato identitario».

In prospettiva il nuovo Ponte Belvedere si vedrebbe così: un grosso arco sul Ponte, a rappresentare la lettera A, poi una L capovolta, con un piccolo accento in alto a sinistra. Inoltre è stata pensata una copertura di tetti verdi, che, attraverso i volumi realizzati, rimandi alla cornice naturale delle montagne.

ponte belvedere unirest

«Il nostro progetto – spiega nel dettaglio l’ingegner Laurini – prevede la demolizione delle case Ater e la costruzione di parcheggi interrati. I parcheggi sarebbero costruiti sotto via XX Settembre, attraverso due singoli livelli. Un livello con alcuni box chiusi, l’altro con autorimessa a rotazione». «Sulla scarpata laterale, invece – continua Laurini – abbiamo pensato ad un’apposita costruzione per uffici direzionali, secondo una struttura inclinata, tale da permettere la risalita dal livello stradale fino all’orizzontamento del Ponte prevista anche attraverso ascensori con fermata su tutti i livelli».

Sempre sul lato della Case Ater sarà realizzata un’altra costruzione che giunge fin sul Ponte. «In questo volume abbiamo previsto l’ipotesi di inserire un Cinema in centro storico, oltre a locali ricettivi e commerciali».

«La peculiarità del nostro progetto è l’idea che Ponte Belvedere sia vera e propria porta d’ingresso ovest della città (da cui il nome “La Porta Ovest”).Un punto in cui le macchine si fermeranno e, da lì in poi, ci sarà l’area pedonalizzata. La parte pedonale sarà ribadita da una piazza prevista sotto il ponte stesso, su di essa affacceranno locali commerciali. Inoltre al di sotto della piazza è previsto un sottopassaggio che riconduca a Via Sallustio». 250 i posti auto previsti, tra box autorimessa a rotazione e parcheggi esclusivi di locali commerciali, direzionali e ricettivi.

Previsto, poi, un collegamento ciclabile – che si riallaccia a quello programmato anche all’interno del PUMS – con un percorso di bike sharing. Non a caso il ponte prevedrebbe due viabilità: una dedicata a pedoni e ciclisti, l’altra ai veicoli. Prevista all’interno del progetto anche una stazione di autobus e caravan.