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Carnevale 2020 a L’Aquila: storia, curiosità e tradizioni

Carnevale 2020, storia e tradizioni dei giorni in cui ogni scherzo vale: a L'Aquila non si festeggia mai prima del 2 febbraio.

Mascherine, coriandoli e allegria: questo lo spirito del Carnevale.

Una festa per i più piccoli ma che anche per i grandi che quest’anno cade nei giorni di giovedì 20 e martedì 25 febbraio.

Il Carnevale è una festa antica, legata a tante tradizioni in Abruzzo, ma in generale in tutto il Paese, chiude ufficialmente la parte più lunga dell’inverno, aprendo le porte al periodo che precede la primavera.

All’Aquila questo periodo dell’anno è anche legato a una triste ricorrenza: durante il periodo del Carnevale, nel 1703, un terremoto distrusse e colpì duramente la città, motivo per cui vennero cambiati i colori  dal bianco e rosso al verde e nero e, da allora, il Carnevale all’Aquila non è stato più festeggiato prima del 2 febbraio.

È una festa che solitamente si trascorre in strada, nelle piazze e nel cuore dei centri storici, così infatti è stato all’Aquila per tanti anni sia prima che dopo il sisma.

Nell’immediato post-sisma alcuni eventi sono stati organizzati nei centri commerciali, per ricreare nell’immediato, quel senso di aggregazione e di appartenenza, reso più debole dalla furia del terremoto.

Alcuni anni dopo il sisma, le mamme aquilane hanno riportato il Carnevale in centro. Il Carnevale in Piazza Duomo quest’anno, organizzato dall’associazione “Mamme per L’Aquila”, taglierà il nastro della sesta edizione, che era stata messa a rischio dalla mancanza di fondi.

Per i più grandi ma anche per i più piccini, ci sarà all’Aquila venerdì 21 febbraio Cristiano Malgioglio, per una serata tra maschere e musica organizzata al 910.

Come nasce il Carnevale?

La festa affonda le sue radici in tempi lontanissimi; si ritiene che proprio durante il Medioevo, nel corso del XIII secolo, sia nato il termine Carnevale: probabilmente dal latino carnem levare, cioè “eliminare la carne”, un riferimento alle ultime libagioni prima del periodo di astinenza, digiuno e penitenza della Quaresima.

Perché la festa del Carnevale è considerata anche “sovversiva”?

Il Carnevale così come lo conosciamo, affonda le proprie radici nell’antichità, nei saturnali romani, nelle feste dionisiache greche“dove tutto era concesso”.

Un momento in cui si ribaltavano gli obblighi sociali, l’ordine costituito veniva dimenticato per un breve periodo di tempo e ci si poteva nascondere dietro “l’impunità” data dalla mascherina.

Caratteristica comune era la celebrazione di un rinnovamento simbolico, una sorta di rinascita.

Per pochi giorni era dunque possibile mantenere un comportamento che altrimenti sarebbe stato sanzionato; questo dava libero spazio alla dissolutezza e allo scherzo, anche violento o dissacrante.

In epoca medioevale, ad esempio, le persone comuni potevano salire sull’altare di una chiesa e tenere un sermone sconcio, senza timore di ripercussioni.

 

“Mi piacciono i coriandoli per terra a dimostrare che qualcuno si è divertito. Che la felicità per un attimo si è fermata in quel luogo”. (Fabrizio Caramagna)

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