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Le nuove stanze della poesia, Nando Giammarini

Per la rubrica Le nuove stanze della poesia, Valter Marconi racconta Nando Giammarini.

Per l’appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia, il profilo di Nando Giammarini a cura di Valter Marcone.

Nando Giammarini è uomo che ama da sempre la scrittura e la poesia nei vari generi, dallo schema libero all’ottava rima, sebbene scrivere non è uno scherzo ma richiede impegno, passione, una dedizione totale e completa ma, è a tutti noto, le cose che piacciono anche se sono tra le più complicate del mondo non appaiono difficoltose per quello che realmente sono.

Nando non ha mai reciso il cordone ombelicale con il suo paese d’origine, Cabbia di Montereale, ove sovente ritrova affetti, ricordi, sentimenti e ispirazione.

Quella minuscola frazione, incastonata sui monti dell’ Alto Aterno, abbandonata all’età di nove anni nel 1965 allorchè si trasferì a Roma con la propria famiglia.

Egli – collaboratore di questa testata online, del Centro, di Radio l’Aquila1, ed in precedenza di Abruzzo Cultura, L’impronta Aq e di altre riviste tra cui un mensile cartaceo, RM., edito tra il Lazio e l’Abruzzo – scrive poesie fin dalla scuola primaria.

E’ dedito all’ amicizia alla cultura alle piccole cose: quelle che si esprimono e s’interfacciano con le varie problematiche della vita attraverso molteplici aspetti dal privato al pubblico con altruismo e generosità.

Per Nando la poesia, esperienza intellettuale che veicola una serie di valori emotivi e culturali, deve essere volutamente semplice, alla portata di tutti cioè la traduzione simultanea del pensiero in versi che può essere definito “pensiero poetante”.

In questo genere poetico l’autore pensa più all’effetto da produrre sul lettore che alle proprie emozioni. Molto importante è anche la poesia di circostanza cioè quella che si compone in occasioni di eventi, belli e meno belli, e ricorrenze.

Il tema dominante è l’attaccamento alla propria, per definirlo con Foscolo, materna terra ed il riferimento costante alle proprie radici qualche volta eccedendo anche con vena nostalgica.

Da sempre impegnato nel sociale con iniziative di vario genere che comprendono l’assistenza e la distribuzione di coperte e pasti caldi ai senza tetto nei giorni di freddo intenso, all’organizzazione di giornate ecologiche in montagna, al ripristino di strutture per la collettività deteriorate dal tempo e dall’incuria dell’uomo.

Il vero fiore all’occhiello è stata la ristrutturazione del Monumento ai Caduti di Cabbia inaugurato nel 2005 con la prestigiosa banda dei Carabinieri .

Ha partecipato alla realizzazione dell’antologia dei poeti “Rime Sabine”, a cura di Felice Paniconi con la prefazione di Biagio Cipolletta edito dalla libreria Croce, con 4 poesie: “Cabbia, Di Noi Che Rimane, Bocciolo di Rosa, nel Candido Muto Silenzio”.

All’Enciclopedia dei poeti italiani contemporanei della Aletti Editori con le poesie: “Autunno nel Bosco”  e “Tiepido Ottobre”.

Dal 2011 anno in cui avviò la prima forma di collaborazione con il concorso nazionale di poesia, narrativa e teatro “Speciale Donna e Speciale Infanzia” organizzato dalla M.A.R.E.L. (Movimento Attività Riabilitative Espressive e Ludiche ) poiché chiamato a premiare una conterranea di Avezzano, Valerio Bellobono vincitrice del primo premio con il racconto “ Quando lo Zombie Entra dalla Porta”.

Da allora c’è stata una collaborazione costante a livello giornalistico; più volte con dei componimenti poetici.

Ha pubblicato, in piena emergenza terremoto, nel 2010 un libro di poesie sempre con la Aletti Editori, dal titolo “Pochi Versi… Una Speranza”con la seguente dedica: “Alla memoria di tutte le vittime innocenti del terremoto che ha sconvolto la mia terra ed al grande giornalista Giustino Parisse, Vice Capo Redattore de Il Centro, importante quotidiano dell’Abruzzo, in questo difficile periodo della vita perchè la sua penna mai smetta di scrivere”.

Il ricavato della vendita del libro, presentato nel gennaio del 2010 all’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila con vasta partecipazione di pubblico, fu devoluto all’Unicef.

Ha partecipato al premio di poesia S. Bernardino a Stimigliano (Rieti) al premio internazionale di poesia il Telescopio di Ostia organizzato dalla prof.ssa Sara Morina con il patrocinio dell’allora X Municipio del Comune di Roma.

Sempre con buone affermazioni.

Alcune sue poesie sul terremoto sono state riportate dal quotidiano il Centro.

Nel contesto della festa di S. Rocco, santo protettore di Cabbia, il 17 agosto organizza la commemorazione dei Caduti alla presenza di autorità militari civili e religiose e tiene il discorso di Commemorazione seguito sempre da una poesia.

Segue ed organizza con passione le manifestazioni poetiche degli estempori cantori che si tengono nei periodi estivi nell’Alta Valle del Velino e dell’ Aterno pubblicizzandole con articoli giornalisti sui vari organi di stampa abruzzesi e laziali.

Organizza e partecipa ad eventi culturali quali presentazione dei libri di poesia e narrativa. Il clou ci fu nel 2013 quando riuscì ad organizzare, nella sala del Carroccio, in Campidoglio la presentazione del libro di Patrizia Tocci: I Gigli della memoria.

A seguire nel maggio del 2017 la presentazione nel contesto del maggio dei libri la presentazione del primo romanzo di Patrizia Tocci, nella biblioteca Rugantino di Roma, “Nero è il Cuore del Papavero”.

Lo scorso maggio ha organizzato all’Associazione Abruzzese di Roma la presentazione del libro di poesia in ottava rima di un grande poeta estemporaneo – suo caro amico da sempre, dal titolo “ L’Ottava Rima di Riando Adriani” di Mascioni di Campotosto che ci ha lasciati qualche anno fa – nella prefazione suo figlio Serafino riportò questa affermazione di un articolo giornalistico scritto in occasione di una serata poetica in ricordo del padre: “Mi piace qui riportare la definizione che diede di mio padre Nando Giammarini giornalista e poeta Rinaldo Adriani: “NON ERA UN POETA A BRACCIO DEL NOVECENTO , MA UN’ARTISTA SENZA TEMPO CHE POTREBBE ESSERE NATO UN SECOLO PRIMA O NASCERE TRA CENT’ANNI, PERCHE’ SENZA TEMPO ERA LA SUA POESIA, COLTA RAFFINATA ILLUMINATA CHE PONE L’UOMO AL CENTRO DELL’UNIVERSO”.

Solidarietà
Si accendono pensieri
come stelle
nella notte buia
volano silenti
nella giostra
della vita.
Sorrisi e sguardi
appaiono spontanei
posandosi
nella misteriosa
leggerezza quotidiana
cercando il domani.
Una musica cara
riappare improvvisa
al dolce tepore
di una sera estiva
con ali sottili di crisalidi
fermandosi nel mio cuore.
Porta con se
profumi di un tempo
note armoniose
del vento
mattutino
perso in un sussurro.
Sembrano vele bianche
grandi specchi
intenti a riflettere il mondo
dove tutti dobbiamo sentirci fratelli
in nome di quel grande sentimento
chiamato Solidarietà!
PRESEPE CABBESE
Piene di luci brillano le stelle
Rimembrando della natività gli albori
E sono i tempi delle cose belle
Situazioni che rallegrano i cuori
Evento magico porta buone novelle
Per la via percorsa dai pastori
Erano i giorni sereni, della pace
Con il presepe splende nuova luce
A Cabbia in questo periodo tutto tace
Bravi ragazzi degni di valore
Ben protesi ad un altruismo verace
In questa opera densa d’amore
Ecco la vostra generosità un bene tenace
Siete il futuro nobile e cortese
Essenza pura di gente Cabbiese.

CABBIA PAESE DELLA MIA VITA

Pensieri e ricordi scrivere vorrei
se trovo forza estro e fantasia
spero riuscirci certo non saprei
per decantar la bella terra mia
altrimenti non ce la farei
a parlar di Cabbia tra amore e poesia
vorrei salutare dal grande al più piccino
a tutti i Cabbiesi mi sento vicino
Dolcemente a te Madre mi inchino
in segno di rispetto e riverenza
da cinquant’anni sul tuo suolo cammino
lasciando orme di gioia e di speranza
con il nulla osta del destino
che mi guidò fino dagli albori dell’adolescenza
meraviglioso paesino di maestosa pianta
la mia voglia di rivederti è sempre tanta.
Di bellezza troneggi sovrana
parlan di te le genti vicine e lontane
con lo scirocco o con la tramontana
per raccontare la bontà la passione
della simpatia tua austera e sana
che eccomi a tutti con grande soddisfazione
nella piazza la fontana il Monumento
testimonianza di vita tra orgoglio e sentimento.

A MIO PADRE

Si elevano dalla terra i monti
come baluardi
proteggono e sostengono
la vita della gente.
Tu, uomo di fatiche e di sudori
di onestà infinita e coerenza
hai conosciuto il dolore della lontananza
per garantirci un futuro.
Respiro la tua presenza
forte e vicina
nelle tante difficoltà quotidiane
anche se da dieci anni non sei più con noi.
Muto un urlo si leva verso il cielo
celando in gola
umidi riflessi
di una mancanza che non da pace.
Non disperderà il tempo
la tua immagine
impressa nella mente e nell’anima
un’eco lontana risuonerà nel tempo .
Luce che illumini le tenebre
persona schiva mite e generosa
nei momenti difficili ma di rispetto totale
il mio volerti bene… per sempre !

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