Processo tangenti ricostruzione, il grande accusatore non parla

Doppio colpo di scena nel processo sulle presunte tangenti negli appalti della ricostruzione. Il grande accusatore non parla. Riga rinuncia alla prescrizione

Do ut des, il grande accusatore non parla e le accuse ora non sono più così forti. Colpo di scena nell’udienza sul processo per presunte mazzette negli appalti per la ricostruzione.

Le accuse a carico degli imputati, tra cui tre ex assessori comunali – Pierluigi Tancredi, Wladimiro Placidi e Roberto Riga, al momento restano prive di testimonianze che le confermino. Sotto accusa, anche se con imputazioni marginali, ci sono anche Daniela Sibilla, ex cerimoniere del Comune, l’imprenditore Daniele Lago e il direttore del puntellamento a Palazzo Carli, Fabrizio Menestò.

Agostino Marcon, il grande accusatore, alla fine non ha parlato. Dopo la dichiarazione, nella precedente udienza – in cui affermava di aver consegnato una tangente di 10mila euro a Tancredi, affinché li girasse a Riga – la deposizione attesa ieri non è arrivata. La somma in questione, secondo la Polizia, sarebbe stata nascosta all’interno di una confezione di grappa. 

Proprio nella precedente udienza, però, le difese degli accusati avevano contestato che il testimone si era autoaccusato di concorso in corruzione, motivo per il quale andava fermato. Scattata l’indagine della Procura, ieri – come riporta il Centro – secondo logica Marcon avrebbe dovuto confermare le sue accuse. Di contro, le difese hanno sostenuto che non poteva essere ascoltato come testimone, essendo indagato. Respinta la richiesta d’archiviazione del Pm David Mancini, Marcon è rimasto nella veste di indagato e non di testimone e, assistito da un legale d’ufficio, si è avvalso della facoltà di non rispondere, in quanto indagato per reato connesso.

Corruzione appalti ricostruzione: Do ut des, ancora colpi di scena

Protagonista dell’ennesimo colpo di scena, poi, Riga, che ha dichiarato di voler rinunciare alla prescrizione, già maturata per tutti, come riporta ancora il Centro.

Riga, che ha deposto nel giudizio, ha ribadito di non aver mai incontrato Lago e il suo collaboratore, Marcon, se non in un’occasione istituzionale, per una donazione, nel suo ruolo di vicesindaco. E ha, inoltre, precisato che la citata tangente riguardava l’assegnazione dei lavori per il consorzio Altomac in centro. Lavori già assegnati nel 2009. La sentenza ci sarà il 3 marzo.