Associazione armata finalizzata allo spaccio, un arresto a Capitignano

Indagine della DDA di Catanzaro, 45 persone arrestate. Una si trovava a Capitignano. All'alba l'operazione della Squadra Mobile dell'Aquila.

L’AQUILA – Articolata indagine condotta dalla Polizia di Stato con il coordinamento della D.D.A. di Catanzaro, 45 arresti. Uno degli arrestati si trovava a Capitignano.

Questa mattina all’alba personale della Squadra Mobile diretta dal vice questore Marco Mastrangelo ha tratto in arresto R. S., classe 1994, residente a Mottafollone (CS), ma al momento ospite a Capitignano. Il giovane si trovava in territorio aquilano in quanto lavoratore come “trasfertista” di una ditta edile operante sul posto. Per questo la Squadra Mobile dell’Aquila è stata delegata all’arresto, avvenuto alle prime ore dell’alba; il giovane è stato poi trasferito presso la propria residenza in provincia di Cosenza, in regime di arresti domiciliari.

Con lui, sono state arrestate altre 44 persone accusate a vario titolo di associazione armata finalizzata allo spaccio di stupefacenti, estorsione, ricettazione e porto e detenzione abusiva di armi. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il Procuratore della Repubblica dott. Nicola Gratteri, il Procuratore Aggiunto dott. Vincenzo Capomolla e il Sostituto Procuratore dott. Alessandro Riello. Oltre agli arresti, l’indagine ha portato al sequestro preventivo di terreni, edifici e beni (2 imprese individuali e 32 immobili) riconducibili ad alcuni degli indagati, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, nonché al sequestro di 3 autovetture.

“In particolare, – spiega cosenzainforma.it – l’odierno provvedimento rappresenta la conclusione di un’articolata indagine, condotta dalla Polizia di Stato sotto il coordinamento della D.D.A. di Catanzaro, che ha consentito di individuare un’organizzazione criminale finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ben ramificata e operante nel territorio dell’intera Valle dell’Esaro facente capo ad esponenti della famiglia Presta, grazie al legame con Presta Francesco, detto Franco, storica figura del contesto della ‘ndrangheta cosentina, egemone sul territorio. L’organizzazione criminale controllava il territorio di riferimento, nello specifico tra i comuni di Tarsia, Roggiano Gravina, San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese, Acri, esercitando il proprio potere mediante la capillare e asfissiante imposizione dei propri spacciatori nelle varie piazze di spaccio, nonché di quella dei canali di approvvigionamento e rifornimento della sostanza stupefacente; in particolare la sostanza stupefacente del tipo cocaina veniva approvvigionata da fornitori reggini vicini alle cosche di Platì (RC). Le indagini hanno altresì consentito di ricostruire numerosi episodi di spaccio di sostanza stupefacente e di procedere a sequestri di stupefacente di vario tipo, e arresti in flagranza di reato, in distinte occasioni. È stata poi ricostruita, in diverse circostanze, la disponibilità, da parte degli esponenti dell’associazione criminale, di armi da fuoco, anche da guerra, nonché la perpetrazione di reati contro il patrimonio causati da insolvenze nel pagamento delle varie di partite di stupefacente approvvigionato”.