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Matteo Di Gianfelice, giovane grande capitano biancoverde

Matteo Di Gianfelice, difensore centrale dell'Avezzano Calcio, cresciuto nella mischia bergamasca dell'Atalanta, domenica scorsa, a Jesi, ha raccolto l'eredità dell'assente Chicco Fanti, indossando la fascia da capitano e trascinando, letteralmente, i lupi alla vittoria.

Matteo Di Gianfelice, difensore centrale dell’Avezzano Calcio, formato dalla mischia bergamasca dell’Atalanta, domenica scorsa, a Jesi, ha raccolto l’eredità dell’assente Chicco Fanti, indossando la fascia da capitano e trascinando, letteralmente, i lupi alla vittoria.

 

Una fascia sudata, involontariamente, perché non era certo l’aspettativa di un ragazzo di appena 20 anni. Matteo si è trovato ad essere il leader su un campo bollente.

Il pallone bruciava al Pacifico Carotti di Jesi. Una partita naturalmente carica, fondamentale ai fini della classifica. Punti e serenità in palio, e allora, per evidenti motivi, quella fascia inaspettata ha un valore simbolico straordinario. Matteo Di Gianfelice ha indossato con merito indiscutibile quella C ri-cucita su misura per lui, in un momento difficile della storia biancoverde.

Matteo ha onorato la fiducia del tecnico, Antonio Mecomonaco, con una prestazione di spessore e mettendo la firma sul risultato. 1-0 di misura, arrivato in coda al recupero, negli attimi che hanno preceduto il triplice fischio del direttore di gara. Un predestinato di giornata. La rete decisiva del match tocca il punto più alto della stagione di questo ragazzo. Di Gianfelice torna al gol dopo essere entrato prepotentemente nel pari esterno del Nuovo Romagnoli di Campobasso, battendo Natale con una mezza girata da applausi sugli sviluppi di un calcio piazzato. Calma e mordente nelle situazioni al limite, quando c’è da spingere senza cedere alla tensione, il centrale di Luco dei Marsi sale in cattedra e trascina la squadra come un veterano di gioco. E non è un caso che alla corte di via Ferrara siano già arrivati feedback e richieste importanti, anche da squadre professionistiche.

Ama

La crescita esponenziale degli ultimi due anni è indice di serietà e lavoro del giovane centrale biancoverde. Il ragazzino inesperto, voluto fortemente dal Direttore Sportivo Carlo Iacovitti e portato ad Avezzano a conclusione della trattativa col DS Maurizio Costanzi dell’Atalanta nella stagione 2017/18, ha gonfiato i muscoli e infilato presenze. L’ambiente del Dei Marsi lo ha fortificato e non c’è stato allenatore che non l’abbia messo al centro del progetto tecnico.

Matteo è un giocatore dai piedi educati con un ottimo senso della posizione, versatile, rognoso, dal temperamento eccezionale. Non c’è pressione che tenga, quando si gioca a calcio la palla è sua amica e a lei può chiedere tutto. Ma se domandate a qualcuno il perché di quella fascia, la risposta sarà sempre la stessa: perché in campo sputa l’anima. Un “rompipalloni” insomma. Per gli avversari, si intende.

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