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Cese di Preturo, spunta l’antenna della discordia

Un'antenna 5g della Vodafone posizionata "sotto il naso" dei residenti del Progetto Case di Cese di Preturo. Monta la polemica sui possibili effetti sulla salute.

È stata montata, senza preavviso, una piattaforma con un’antenna al progetto Case di Cese di Preturo.

La piattaforma è stata montata “in sordina”, con un cantiere aperto e chiuso in 4 ore,  senza alcun preavviso per i residenti, destando quindi molta preoccupazione.

L’antenna non è stata ancora posizionata, da quanto riferito, verrà montata in questi giorni.

La piattaforma  si trova lungo la strada che porta all’ingresso degli alloggi in via Eduardo De Filippo, a pochissimi metri dagli alloggi.

Con questa, nel Comune dell’Aquila, si è arrivati a 136 punti di stazione radio di base.

Le denuncia arriva al Capoluogo proprio dai residenti, preoccupati soprattutto per gli effetti sulla salute. Negli alloggi a ridosso della piattaforma ci sono diversi anziani, molti bambini e anche qualche persona con problemi di salute.

La cosa ha creato un certo fermento, non solo tra i residenti che si trovano davanti la piattaforma, anche tra quelli delle abitazioni intorno.

antenna cese

“Ci siamo ritrovati davanti un cantiere posizionato, aperto e chiuso nel giro di 4 ore”, spiega un residente al microfono del Capoluogo.

antenna cese

La preoccupazione tangibile che fanno presente, “è per la potenza che svilupperà l’antenna e le eventuali ripercussioni delle onde elettromagnetiche sulla nostra salute”.

Da quanto appreso, si tratta di un’antenna per il 5g posizionata dalla Vodafone che avrebbe scelto proprio quel sito.

Il costo è di circa 25 mila euro, ed è provvista, come si evince anche dalle foto scattate al cantiere, di tutte le autorizzazioni e i permessi previsti rilasciati dal Comune.

antenna cese

“La piattaforma – si chiedono i residenti –  si trova a un metro di distanza dalle nostre case, con tutto lo spazio che avevano e che arriva fino al carcere di Preturo, perchè ce l’hanno messa così vicino?”

“Sappiamo che si tratta di un cantiere in regola – concludono – ma quello che nessuno ci ha spiegato, sono gli eventuali effetti nocivi. E la nostra sicurezza viene prima di ogni altra cosa”.