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L’Aquila piange Beverly Pepper: suo l’Amphisculpture del Parco del Sole

E' morta a 97 anni la scultrice americana Beverly Pepper. Una grave perdita anche per la città dell'Aquila, dove era venuta nel 2017 per seguire il progetto dell'Amphisculpture,

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E’ morta all’età di 97 anni la scultrice americana Beverly Pepper. Una grave perdita anche per la città dell’Aquila cui la scultrice americana aveva regalato, nel 2017, L’Amphisculpture, rendendo unico il Parco del Sole.

Il 3 agosto del 2017 Beverly Pepper aveva infatti donato le due sculture storiche denominate “Colonne di Narni” alla Fondazione Carispaq: le colonne, dell’altezza di oltre sei metri, sono state installate permanentemente all’ingresso del teatro. Ed era venuta proprio lei a L’Aquila, nell’ottobre di quell’anno, per seguire i lavori e il progetto.

“Sono originaria di New York dove d’inverno è usanza realizzare piste di pattinaggio sul ghiaccio. – aveva raccontato l’artista – Riflettendo su quanto sia rigido l’inverno in Abruzzo ho pensato che fosse una buona idea dare la possibilità agli abitanti dell’Aquila di divertirsi come si fa a New York, così ho avuto l’idea di realizzare un anfiteatro scoperto dove organizzare spettacoli e convegni l’estate, so che gli aquilani vanno molto a teatro, ed una pista di ghiaccio l’inverno”.

L‘Amphisculpture di Beverly Pepper, nato nell’ambito del progetto “Nove artisti per la ricostruzione è stato realizzato grazie al contributo di Eni – nell’ambito della riqualificazione post sisma dell’area di Collemaggio – ed è stato inaugurato il 22 settembre 2018, con La direzione dei lavori e il collaudo a cura della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e il cratere. All’Amphisculpture un anno fa è stata assegnata una menzione speciale nella selezione per il Premio nazionale del Paesaggio e per il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

Nata a New York nel 1922, Beverly Pepper a Todi aveva trovato la sua dimensione d’artista, realizzando le sue opere più celebri in una splendida casa-studio (un castello medievale nella frazione di Torre Gentile) e sperimentando materiali e forme per le sculture, presenti nei musei di tutto il mondo, e i suoi progetti di Land Art.

Proprio a Todi a settembre è stato inaugurato il parco Beverly Pepper con le sculture monumentali in acciaio che l’artista aveva donato alla città umbra.

“Dopo 97 straordinari anni su questo pianeta, Beverly si è congedata da noi”. Così la famiglia nell’annunciare la morte dell’incredibile artista.

“La notizia di questa immane perdita per la nostra città e per tutto il mondo dell’arte e della cultura – ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi – ci trova profondamente commossi e addolorati. Beverly Pepper, esponente di spicco della Land Art, oltre ad aver scritto una delle pagine più proficue, significative e rivoluzionarie dell’arte contemporanea, incidendo intensamente sul mondo della cultura e del sapere, ha legato per sempre il suo nome alla rinascita e alla ricostruzione della città dell’Aquila, grazie alla ideazione e realizzazione dell’Amphisculpture del Parco del Sole. L’opera è stata insignita, lo scorso anno, di una menzione speciale nell’ambito del prestigioso Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa, per la sua capacità di ricongiungere passato e presente, di incidere sulla rigenerazione urbana di un centro che aveva subito una catastrofe come il terremoto e per la sua funzione di carattere culturale e aggregativa. Il sisma, infatti, – ha proseguito Biondi – ha costretto a modificare prospettive e visioni e, soprattutto, linguaggi. Al cemento e alle malte andava necessariamente aggiunta la ricostruzione anche sociale e identitaria. La realizzazione dell’Amphisculpture, nata nell’ambito del progetto “Nove artisti per la ricostruzione”, a cura della critica d’arte Roberta Semeraro, nacque proprio per rispondere a questa necessità. L’arte del presente diventava dunque sublimazione del passato, facendosi racconto di una tragedia che resterà per sempre nella memoria della collettività, e, al tempo stesso, rappresentazione plastica della sua rinascita. Il dialogo tra passato e presente si rispecchia oggi anche in quello tra scultura e paesaggio, perché l’opera di Beverly Pepper nasce per luogo e a quel luogo si adatta, si modella, con quel luogo si compenetra. Il paesaggio si trasforma nell’opera dell’arte, l’opera d’arte respira nel paesaggio. L’inaugurazione dell’Amphisculpture fu un evento per tutta la città, una grande festa di musica e di colori, proprio come la volle Beverly Pepper, che ci tenne a presenziare. Newyorchese di nascita, italiana di adozione, resterà per sempre nella memoria e nella storia della Città dell’Aquila, per il dono meraviglioso che ha voluto farci in un momento drammatico. Il suo contributo alla rinascita è stato fondamentale e generoso. La Municipalità aquilana – ha concluso il sindaco Biondi – le serberà per sempre riconoscenza e profondo affetto. Resta la sua opera, superba ed evocativa, moderna ma ricca di richiami all’arte classica e al passato, ancora più suggestiva nelle giornate di sole. Come un sorriso che ha voluto regalarci, ormai parte dell’immagine e del cuore della città”.