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AMA, i lavoratori assunti dopo il ’99: “Quell’accordo ci serve”

Scontro tra dipendenti AMA assunti prima e dopo il 1999, intanto i sindacati rivendicato la correttezza dell'accordo.

L’AQUILA – Dopo le perplessità registrate sull’accordo tra AMA e sindacati da parte di lavoratori assunti prima del 1999, arriva la replica dei lavoratori post ’99 e dei sindacati.

“Noi non cistiamo. Non accettiamo diessere dipinti per colpe altrui come ingrati e irriconoscenti”. Così in una nota una rappresentanza di lavoratori assunti dopo il 1999, in risposta alle critiche mosse all’accordo AMA sindacati da alcuni lavoratori assunti prima del ’99. “Noi – scrivono i lavoratori – non viviamo fuori dalmondo. Noi sappiamo di lavorare in un’azienda che garantisce servizi pubblici, sappiamo che quell’azienda da troppo tempo vive una condizione di difficoltà. Sappiamo anche che in altre situazioni e con altre compagini azionarie avremmo rischiato molto più che la decurtazione di parte del salario aziendale. Noi abbiamo lottato perché non è giusto far pagare solo a noi lavoratori inefficienze e farlocche gestioni. Abbiamo lottato, e ci siamo fatti ascoltare tutti insieme. Da quelle lotte e mobilitazioni sono giunte risposte. Certo non tutte quelle che avremmo desiderato. La Città si è fatta carico di salvare l’azienda, noi abbiamo cercato in questo ultimo mese, attraverso le nostre rappresentanze sindacali, un nuovo accordo aziendale che normasse e regolasse il nostro lavoro. Per ora è un’ipotesi che andrà sottoposta al referendum tra di noi. Noi lavoriamo convintamente perché quell’ipotesi divenga il nostro nuovo contratto aziendale”.

“Non ci stiamo – prosegue la nota – a lasciare ad alcuni dei nostri colleghi un racconto parziale. Noi abbiamo bisogno di quell’accordo. Non abbiamo lottato per poi farci ricattare dall’ingordigia di una parte di nostri colleghi, abituati ad una condizione di privilegio difficile da spiegare al di fuori delle mura diAMA SPA. Noi, quelli assunti dopo il 1999, non ci siamo fatti una contrattazione ad hoc, saremmo stati maggioranza e in una fase discarsità di risorse sarebbe stato plausibile far ripartire l’azienda con identità di trattamenti pertutti idipendenti. Eppure non abbiamo seguito tale strada lineare. Abbiamo tenuto a mente che le condizioni di partenza diverse non potevano in un sol colpo essere azzerate. Leggere oggi una minaccia di vertenzialità da parte di chi per venti anni ha goduto di un salario più alto per svolgere il nostro stesso lavoro, oltre che inaccettabile e non comprensibile per la collettività, è minaccia ancor più insopportabile perché avulsa dal contesto in cui la nostra vertenza si è materializzata. Una minaccia che pone a rischio la sopravvivenza della stessa azienda e noi tutti. Lavoratrici e Lavoratori AMA dell’Aquila esposti al ridicolo da parte di chiunque, in condizioni analoghe, si affretterebbe invece ad accettare un accordo che distribuisce salario e diritti”.

AMA, i sidacati: “Chi contrasta l’accordo mette a rischio il sacrificio della collettività”.

Anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal difendono l’accordo: “Vecchi accordi sbagliati hanno generato salari ingiustificatamente diversificati persino tra addetti che svolgono le stesse mansioni. Obiettivo del nuovo accordo aziendale è stato quello di ripartire le ridotte risorse oggi a disposizione tendendo a un riequilibrio. L’accordo c’è e chi in queste ore contrasta tale accordo credendo di mantenere ad ogni costo la propria condizione di vantaggio deve sapere che sta rischiando di vanificare il sacrificio della collettività aquilana, la speciale attenzione riservata dalla politica e dai livelli istituzionali locali nonostante la consapevolezza che non vi sarà una seconda occasione, volendo condannare anche per via giudiziaria i colleghi ad un salario inferiore ma condannando, in tal modo, tutti a una condizione economica peggiore in termini economici e normativi ma soprattutto mettendo a repentaglio il futuro dell’azienda”.