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Ex Otefal, per la Framiva è il giorno più lungo

Terminata l'udienza al Tribunale dell'Aquila sull'aggiudicazione dell'ex Otefal da parte della Framiva Metalli. Nessun accordo con la curatela, attesa per la sentenza.

L’AQUILA – Questa mattina l’udienza sull’acquisizione dell’ex Otefal da parte della Framiva Metalli. Attesa per la sentenza.

Si è tenuta alle 12 l’udienza presso il Tribunale dell’Aquila relativa all’acquisizione dell’ex Otefal da parte della Framiva Metalli. Il collegio giudicante ha trattenuto la causa in decisione e la pubblicazione della sentenza è prevista per i prossimi giorni. Il Tribunale dovrà stabilire se confermare la decadenza dell’aggiudicazione da parte della Framiva Metalli dell’ex Otefal o rettificare il provvedimento del Giudice delegato, che aveva dichiarato decaduta l’aggiudicazione per il mancato saldo di 2 milioni e 700mila euro.

In udienza, i rappresentanti legali dell’azienda, lo Studio legale LBM con gli avvocati Raffaella Sturdà, Antonio Serreti, Bruno Chiarantano e Gloria Teti, hanno rilevato di aver presentato al curatore apposita proposta per una soluzione transattiva, come richiesto dal Presidente del tribunale. La proposta prevedeva il pagamento della rata finale rimasta pendente e degli interessi decorsi fino al primo invito a stipulare l’atto definitivo, a cui non c’era stato seguito per il rifiuto della curatela. La proposta però non è piaciuta alla stessa curatela, che ha “rilanciato”, presentando un conto per gli interessi di oltre 1 milione di euro, comprendendo anche gli interessi decorsi dopo la mancata stipula. Una richiesta che ha di fatto bloccato ogni trattativa.

Non resta quindi che attendere la pubblicazione della sentenza per sapere se la Framiva Metalli potrà continuare a produrre nel sito di Bazzano o l’aggiudicazione passera al “secondo classificato” nel bando, ovvero una ditta spagnola con sede a Valencia. Il tribunale dovrà anche decidere sulla somma già versata dall’azienda che, in caso venisse confermata la decadenza dell’aggiudicazione, dovrebbe perdere “solo” la caparra iniziale, con il resto da restituire alle casse della Framiva (come scritto nel bando di aggiudicazione), mentre la curatela vorrebbe trattenere l’intera cifra a titolo di penale. Insomma, la Framiva rischia di perdere 7 milioni di euro e ritrovarsi senza il sito produttivo di Bazzano.

Intanto i lavoratori anche questa mattina sono stati in presidio davanti al Tribunale, in attesa di una sentenza che definirà anche il loro futuro.

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