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Shopping online, occhio alla truffa: la disavventura di una ragazza aquilana

Ragazza aquilana ordina un capo su uno shop online, ne arriva un altro e il venditore sparisce. E non è l'unica. Attenti alle truffe dei venditori poco seri. Le segnalazioni a Il Capoluogo.

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Ragazza aquilana ordina un capo su uno shop online, ne arriva un altro e il venditore sparisce. E non è l’unica. Attenti alle truffe dei venditori poco seri. Le segnalazioni a Il Capoluogo.

A quanti di noi è capitato di ritrovarsi a casa davanti al Pc o allo schermo dello smartphone a scorrere il menu degli shop online a caccia di occasioni? Un abito in saldo, una gonna a metà prezzo e poi quel cappotto cercato ovunque e mai trovato. E ancora accessori, intimo, borse, scarpe. Mensole e appendiabiti stracolmi nello sconfinato mondo di internet, nei quali è possibile trovare tutto, o quasi.

Che siamo l’era dell’indoor è risaputo, che abbiamo perso la voglia e l’entusiasmo dello shopping da “contatto diretto” è meno probabile, di certo però, per pigrizia, mancanza di tempo o passione per l’acquisto online, abbiamo delegato al “click” il classico “lo prendo!”. Basta comunicare il proprio nome e cognome, l’indirizzo completo, la taglia e il colore specifico e il gioco è fatto. Nel giro di quarantotto ore l’articolo acquistato sarà a casa nostra. Ma cosa accade se ciò che ci viene consegnato non corrisponde a ciò che abbiamo comprato?

Diamo per scontato che le aziende venditrici siano sempre in buona fede, come noi del resto. Invece non è raro che un venditore ci rifili il classico “pacco” e non il pacco tanto atteso.

Le truffe dello shopping online sono più frequenti di ciò che crediamo e, spesso, ad una reazione della cliente alla vista dell’errore nella consegna, il venditore sparisce, evitando accuratamente ogni contatto col reclamo.

In particolar modo su Facebook incappiamo continuamente in link sponsorizzati di pagine addette alla vendita. E proprio un paio di aziende online hanno catturato la nostra attenzione in seguito a segnalazioni di truffa.

Nel primo caso, una donna ci ha girato le immagini della chat condivisa con un negozio virtuale. Ne emerge la richiesta di un completo  preciso, “modello Gucci”, così come rinominato dallo stesso venditore. Qualche domanda sul tono del colore, essendo la donna intenzionata ad acquistare un completo giallo fluo, come da lei definito, ad indicare quindi un giallo evidentemente acceso. Una volta messi gli occhi sulla consegna del corriere e appurato l’errore nella spedizione, la cliente ha immediatamente posto il problema nella chat (unico mezzo di contatto sin dal momento dell’acquisto). Il Risultato? Venditori scomparsi.

Ama
Ama
shopping

Non solo il colore era visibilmente diverso da quello richiesto e mostrato in foto, ma anche il taglio del completo non corrispondeva in alcun modo al richiesto “modello Gucci”. Dopo ripetute sollecitazioni e richieste di risposta la chat è stata addirittura bloccata dal venditore.

Stessa storia per una ragazza aquilana che chiameremo con il nome fantasioso di Barbara. Dopo alcune segnalazioni, Barbara ha ordinato un cappotto blu, stando attenta a dare ripetute ed esaustive indicazioni circa il colore.

Blu elettrico, ribadito più volte, con tanto di disegnino se mai non fosse chiaro. Anche perché nel collage in foto si vedeva chiaramente un cappotto celeste, e Barbara non voleva correre il rischio che fosse confuso con il ben diverso blu acceso. Dopo le rassicurazioni dell’interlocutore, la ragazza ha atteso l’arrivo del corriere. Ed ecco qua la sorpresina. Cappotto arrivato imbustato in maniera a tratti improponibile e, indovinate un po’? Il cappotto celeste.

Ama
Ama
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A questo punto Barbara ha inviato la foto del cappotto nella chat col venditore, facendo emergere l’evidente errore nonostante le ripetute raccomandazioni. Dopo una prima frase di circostanza, come da buona prassi, la chat si è interrotta. Non ricevendo più alcuna risposta, Barbara ci ha contattati per la segnalazione. Siamo intervenuti con il profilo di una nostra giornalista, la quale, dopo essersi qualificata, ha esposto la situazione facendo riferimento all’errore nella spedizione a Barbara. In tutta risposta lo shop online ha bloccato anche noi.

Questo è ciò che può accadere quando si acquistano capi e articoli con shopping online, senza essere certi della serietà del venditore. Esistono professionisti seri e corretti, che fanno del proprio lavoro una missione e progetto di vita, mettendo al primo posto la soddisfazione  del cliente. Ciò che vogliamo consigliare a tutti voi è di stare attenti ai truffatori, di pagare sempre alla consegna e di verificare la presenza accertata di condizioni di reso.

La redazione de Il Capoluogo raccoglierà tutte le vostre segnalazioni di truffa e provvederà a mettere in guardia i lettori circa i pericoli di truffa nascosti dietro l’angolo.

“Dillo al Capoluogo” è la rubrica in cui potete raccontare tutto quello che non va attraverso il tradizionale indirizzo di posta elettronica: ilcapoluogo@gmail.com oppure attraverso il servizio di messaggistica WhatsApp  (392 6758413) o ancora tramite la pagina Facebook – IL CAPOLUOGO D’ABRUZZO.