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Autovelox Bussi, il sindaco di Navelli Paolo Federico: “Servono soluzioni eque”

Il sindaco di Navelli, Paolo Federico, chiede un tavolo con le autorità per trovare una soluzione equa per l'autovelox di Bussi.

Il sindaco di Navelli, Paolo Federico, interviene sulla valanga di multe che arrivano dall’autovelox di Bussi.

Le norme vanno rispettate sempre, figuriamoci quelle del codice stradale, ma sull’autovelox di Bussi è necessario procedere con cautela”, così il sindaco di Navelli e commissario della comunità montana Montagna di L’Aquila, Paolo Federico, che sottolinea: “Ricevo in continuazione residenti della zona dell’aquiliano che sono disperati perché hanno preso multe a raffica mentre si spostavano per andare a curarsi, lavorare, o altro e procedevano a velocità di poco sopra il limite consentito di 70 chilometri orari”. L’intervento del primo cittadino di Navelli riguarda naturalmente il famigerato autovelox installato sulla Statale 153 per L’Aquila nel tratto che costeggia il centro abitato di Bussi sul Tirino che avrebbe scattato otre 30mila multe per un ammontare di 4 milioni di euro in pochi mesi.

“Non è certo mia intenzione fare polemiche o entrare nel merito della decisione presa dal sindaco di Bussi di installare l’autovelox. Probabilmente – aggiunge Paolo Federico – le sue motivazioni sono nate dalla pericolosità della strada e per evitare incidenti, ma chiedo ai vertici politici della regione, al presidente Marco Marsilio, ai rappresentanti politici delle provincie di L’Aquila Angelo Caruso e Pescara Antonio Zaffiri e ai Prefetti dei due comprensori Dr.ssa Cinzia Teresa Torraco e Dr.ssa Gerardina Basilicata di mettersi seduti attorno ad un tavolo e fare in modo di trovare delle soluzioni, anche perché, stando a molte testimonianze, l’autovelox sarebbe stato coperto per diverso tempo alla vista degli automobilisti, proprio, dalla vegetazione spontanea e notizie delle ultime ore danno per accolti i primi ricorsi al Giudice di Pace. Personalmente vi invito a riflettere sulla testimonianza di un cittadino che ha percorso la strada per andarsi a curare nel pescarese e si è visto recapitare decine di multe perché andava a 74, 75 o 77 chilometri all’ora. Un cittadino – conclude Paolo Federico, – che come tantissimi altri è alle prese con le difficoltà del momento e personali, per questo credo che le Istituzioni debbano trovare soluzioni eque e in linea con le disposizioni di legge”.

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