La crisi infinita, schiaffo all’assessore Vittorio Fabrizi

Manca il numero legale su un provvedimento dell'assessore Vittorio Fabrizi: la maggioranza lo difende dagli attacchi dell'opposizione ma non da se stessa.

L’AQUILA – La maggioranza difende l’assessore Vittorio Fabrizi dagli attacchi dell’opposizione ma non da se stessa. Manca il numero legale nel primo Consiglio comunale post crisi.

Il primo Consiglio comunale post crisi di maggioranza si chiude per mancanza di numero legale su un provvedimento portato in Aula dall’assessore Vittorio Fabrizi, a conferma che la stessa crisi è tutt’altro che chiusa. L’amministrazione comunale dell’Aquila rischia la paralisi.

Era iniziata in salita la discussione sull’acquisizione al patrimonio dell’ente dei terreni occupati con il parco del Beato Vincenzo e piazza Italia, con l’opposizione – attraverso gli interventi di Angelo Mancini e Stefano Palumbo – che hanno posto una pregiudiziale relativa alla mancata conclusione dell’iter della pratica. Per i rappresentanti dell’opposizione, infatti, prima del voto in Consiglio comunale si doveva provvedere al pagamento dei terreni da acquisire. Vivace il confronto – a tratti anche sopra le righe – con l’assessore Vittorio Fabrizi, che ha difeso il suo provvedimento, illustrando e spiegando l’iter che era già passato in Commissione.

Il primo “fuoco amico” è arrivato da Giorgio De Matteis, che ha ricordato che come in Commissione era stato deciso di attivare Giunta e uffici per la conclusione dell’iter e – in secondo momento – procedere con l’acquisizione con voto in Consiglio. Sulla stessa linea il “federato” Udc, con Luciano Bontempo. Nonostante le perplessità da parte di esponenti della stessa maggioranza, la pregiudiziale dell’opposizione è stata respinta.

Tutto risolto, quindi? Nemmeno per idea. Respinta la pregiudiziale, e quindi l’attacco dell’opposizione, il provvedimento dell’assessore Vittorio Fabrizi si è arenato per mano della stessa maggioranza. In fase di voto sul provvedimento, infatti, è mancato il numero legale. Oltre all’opposizione che ne ha ovviamente approfittato, si sono dileguati in ordine sparso i consiglieri di Insieme per L’Aquila e Roberto Junior Silveri. Risultato: 12 presenti al voto e Consiglio chiuso.

Crisi di maggioranza, l’ammutinamento di Insieme per l’Aquila e l’asse che scricchiola tra Lega e Silveri.

Il Consiglio comunale di oggi, il primo dopo la sottoscrizione del documento programmatico, certifica – qualora ce ne fosse bisogno – che quello della crisi del centrodestra è un tavolo permanente. Da capire, a questo punto, le questioni aperte sul tavolo.

Nello specifico, sembra essere proprio l’assessore Vittorio Fabrizi al centro del “fuoco amico”. Roberto Junior Silveri, infatti, aveva dato abbondanti segnali, durante le ultime commissioni, di aver convintamente aderito all’asse programmatico con la Lega. Una convinzione che evidentemente si sfalda quando si tratta di provvedimenti portati in Aula dall’assessore Fabrizi, che deve incassare “colpi” anche da altri esponenti della maggioranza.

D’altra parte, il “segnale” di Insieme per L’Aquila, seppur abbia altre “origini”, si è materializzato per lo stesso provvedimento, dello stesso assessore. Da verificare, però, il “motivo scatenante” per la decisione del gruppo consiliare che doveva confluire in Fratelli d’Italia, un passaggio al momento non ancora formalizzato. La dimostrazione di “forza autonoma” rispetto a FdI che è rimasto diligentemente in Aula, quindi, potrebbe configurare una “pressione” politica, un “avvertimento”. Un “parlare a nuora perché suocera intenda”. Il tutto, sulla “pelle” dell’assessore Fabrizi che – dopo aver difeso con le unghie e con i denti il provvedimento – si è dovuto arrendere allo sfaldamento della maggioranza. Essendo però Fabrizi un assessore tecnico e non politico, non è detto che accusi il colpo senza fiatare, per il “bene comune” del centrodestra.

Ad ogni modo, il primo Consiglio comunale post crisi si è chiuso come si chiudevano più o meno regolarmente quelli durante la crisi: per mancanza di numero legale. Una situazione che riconsegna alla città un’attività amministrativa “congelata”, che avanza in Commissione e Giunta, ma si arena in Consiglio comunale.

L’Aquila Città della Cultura, Consiglio comunale straordinario.

A dare un senso alla riunione di oggi, al di là della resa dei conti permanente che si respira in maggioranza, una mozione su L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2021 portata dal sindaco Pierluigi Biondi. Un “atto simbolico” per dare forza alla candidatura e, in quanto tale, bisognoso di un forte segnale all’unanimità. Per raggiungerla, la mozione è stata modificata con l’impegno a convocare entro 10 giorni un apposito Consiglio comunale straordinario. Per gli altri punti all’ordine del giorno, se ne parlerà un’altra volta. Numero legale permettendo.