Parco Nazionale Gran Sasso, sentieri vietati alle e-bike

Sentieri vietati alle e-bike all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Sentieri vietati alle e-bike all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

La notizia del prossimo divieto alle e-bike, (le biciclette a pedalata assistita), all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha creato un certo fermento tra gli aquilani appassionati di bici e montagna.

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Non sarebbe un caso isolato; in molti posti, in Italia e all’estero, stanno aumentando i divieti per le e-bike.

Nel Veronese ad esempio, il Comune ha prima erogato i fondi per l’acquisto delle e-bike per poi proibirne il transito sul monte Baldo o in Lessinia.

Per quanto riguarda il divieto nella zona del Parco del Gran Sasso, sempre molto frequentata da ciclisti amatoriali e professionisti, per ora di tratta di voci di corridoio, confermate da una bozza del prossimo regolamento del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, arrivata alla redazione del Capoluogo.

Secondo la bozza del regolamento, al Capo II, sezione Sentieri, “l’uso delle biciclette a pedalata assistita sarà consentito solo ed esclusivamente lungo la viabilità ordinaria, di cui all’articolo 109 comma 1”.

Un divieto che andrebbe a ridurre non solo il numero delle persone che pedalano all’interno del parco, ma, di conseguenza, il numero di quelle allegre brigate di e-bikers che vengono anche da fuori regione ad affollare ristoranti, alberghi, attività ricettive, creando un indotto positivo per tutta l’economia della zona, senza alcun danno per la natura.

Quali sono a oggi i divieti per chi circola in e-bike?

In commercio ci sono due tipologie differenti di bici elettrica: Pedelec e S-Pedelec.

Il primo sta ad indicare la normale eBike, la bici elettrica che funziona in modo che sia la forza muscolare del conducente a muovere i pedali e di conseguenza le ruote; il motore elettrico, in questo caso, serve solo da supporto e aiuta semplicemente a fare meno fatica.

Esistono dei sensori che misurano differenti parametri della pedalata, tra cui la velocità, la cadenza e la potenza fornita. Il motore si avvia quindi in base a questi dati forniti, e funziona fino ad una velocità di 25 km/h, non di più, norma valida in tutta Europa. Per questo tipo di bici elettrica non servono nè assicurazione nè patente.

La S di S-Pedelec invece indica il termine Speed.

Infatti in questi veicoli il motore può rimanere in funzione fino a che la bici raggiunge la velocità di 45 km/h.

Per questo motivo, infatti, da gennaio 2017 la normativa inquadra questa tipologia di eBike come i ciclomotori.

Le regole quindi cambiano, per guidarla serve il patentino o la patente AM, è obbligatorio portare il casco e montare uno specchietto retrovisore, un clacson e un cavalletto.

Oltretutto la S-Pedelec va quindi ovviamente immatricolata e omologata e deve essere assicurata come un motorino. Si può iniziare a guidare solo dopo aver compiuto 16 anni.