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Da sposi a evasori per le buste nozze, abruzzesi multati dal Fisco

Coppia di sposi abruzzesi perseguitata dal Fisco per 5 anni e poi multata per evasione. Colpa delle buste regalo di nozze.

Un matrimonio diventato quasi un incubo. È quanto successo ai giovani Giulia e Nicola, coppia di abruzzesi che è convolata a nozze nell’ottobre 2014, accusata di evasione dal Fisco.

Giulia di professione fa l’insegnante, Nicola il ricercatore universitario. Sono marito e moglie da più di cinque anni, ma per il Fisco italiano sono da allora una coppia di evasori.

A monte dell’accusa il ritardo nel depositare il denaro ottenuto dalle buste, regalate dagli invitati al matrimonio. Un totale di 9mila euro che è costato ai neosposini una vicenda burocratica ancora lunga da affrontare. Storia raccontata nella trasmissione di La7 L’aria che tira. 

«Ci siamo sposati il 25 ottobre del 2014. Abbiamo ricevuto 9mila euro in reali, tra assegni e contanti», spiega Giulia ai microfoni di La7. Denaro versato da Nicola dopo 15 giorni, da Giulia dopo un mese, di ritorno dal viaggio per la sua tesi sperimentale. «A distanza di 5 anni c’è la presunzione che il denaro non sia ricollegabile al matrimonio. I funzionari sostengono che il denaro dovesse essere versato il giorno stesso delle nozze, affinché ci fosse un legame comprovato con il matrimonio».

L’accusa è motivata da un grande sospetto alla base dei controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate di Bari, ovvero quello che: «Amici e parenti che hanno staccato gli assegni abbiano contribuito a celare una rete che celava guadagni non dichiarati da parte nostra». Sospetti ai quali sono seguiti: convocazioni, domande, incontri.

I sospetti si sono concentrati in particolare su Nicola, in quegli anni ingegnere libero professionista con Partita Iva. I conti correnti di entrambi sono stati scandagliati. L’Agenzia delle Entrate arriva addirittura a dubitare che quel matrimonio sia stato realmente celebrato. Da qui la sanzione di 4 mila euro per evasione, con la motivazione seguente: «Non siamo stati in grado di fornire ulteriori spiegazioni».

Clicca qui per rivedere il servizio integrale andato in onda a L’Aria che tira, su La7.

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