Chiude Tvq: si spengono 50 anni di storia d’Abruzzo

Chiude Tvq, storica emittente televisiva abruzzese: l'annuncio del giornalista Gianni Lussuoso. Quasi 50 anni di storia per la prima tv nata in Abruzzo.

Chiude Tvq, storica emittente televisiva abruzzese: l’annuncio del giornalista Gianni Lussuoso. Quasi 50 anni di storia per la prima tv nata in Abruzzo.

Quando si spegne una voce nel campo dell’informazione, è una sconfitta per tutti. Ma nel caso di Tvq a spegnersi è un pezzo di storia abruzzese: quella dei primissimi canali privati in Italia, quella degli esperimenti davanti ad una telecamera, dei primi programmi di intrattenimento.

Quella dei cartoni animati, ancor prima di Fininvest e di Bim Bum Bam. Chi negli anni 70 e 80 è cresciuto guardando Ken il guerriero, Jeeg Robot e Candy Candy non può non ricordarsi dei pomeriggi passati davanti a quel canale: la qualità delle immagini era ben lontana rispetto a quello a cui siamo abituati oggi. Ma passava decisamente in secondo piano.

A dare la notizia della chiusura il giornalista Gianni Lussuoso, volto storico dell’emittente televisiva di Pescara, che ha trasmesso a lungo le partite del Delfino. Un fine trasmissioni che lascia l’amaro in bocca seppure già da tempo si sapessero le difficoltà di Tvq.

La prima televisione privata in Abruzzo, una delle prime in Italia, Tvq nacque nel 1973 come TeleAdriatica Tva Cavo, fondata da Gualtiero Minucci, Donato Tatonetti, Loredana Bugada e Guido Fusilli. Divenne poi Tva – Q, dal nome della società Qaro srl Caro, che prese in gestione TeleAdriatica.

Il successo di tante trasmissioni di Tvq negli anni 70 e 80 si deve ad Elia Iezzi, direttore dell’emittente fino alla metà degli anni 90 e vulcanico autore e conduttore radiotelevisivo: il suo “Caccia al rumore” (già proposto su GBR di Roma) aveva un seguito incredibile. Si trattava di una trasmissione di circa dieci minuti nella quale Iezzi faceva ascoltare un rumore che i telespettatori dovevano indovinare: ad ogni risposta sbagliata, il montepremi aumentava di 5000 lire. Il montepremi arrivò anche ad un milione di lire.

Grazie ad un ripetitore installato sulla Maiella, Tvq era visibile in quegli anni fino a Foggia e, a nord, a San Benedetto del Tronto. Scriveva TV SORRISI E CANZONI nel maggio 1977: “la tv di Pescara è particolarmente attrezzata per le riprese esterne di avvenimenti sportivi. La pubblicità è prodotta artigianalmente. Fra l’altro i dirigenti di TeleAdriatica hanno recentemente messo in discussione l’esclusiva della Rai Tv sulla ripresa in diretta delle partite”

Su Tvq (Tva -q) sono passati Vincenzo Olivieri e il suo “Roba da matti”, ‘Nduccio, i giornalisti Enrico Rocchi e Daniele Barone, i doppiatori Christian Iansante e Roberto Pedicini.

Gennaio 2020, fine programmi per Tvq. Fine lavoro anche per gli ultimi quattro dipendenti della società in un settore, quello radiotelevisivo, in perenne concorrenza con gli altri media, che vanno a velocità altissime.

Sono poche le tv locali a riuscire a tenere il ritmo: TvUno a L’Aquila ha chiuso ormai sei anni fa, lasciandosi dietro un patrimonio di trasmissioni, inchieste, immagini, personaggi – l’indimenticato Giò Kappa – che hanno fatto la storia della città.

Così come Tvq, voce dell’informazione pescarese che si spegne dopo quasi 50 anni.

Si ringrazia per i riferimenti storici Massimo Emanuelli