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Luca Pulsoni, l’ultimo saluto a Camarda

L'ultimo saluto a Luca Pulsoni, il giovane aquilano morto in Calabria durante una battuta di caccia, attraverso le parole di uno dei suoi amici.

Nella chiesa di Camarda l’estremo saluto al giovane finanziere Luca Pulsoni

In un clima di incredulità, dolore e rabbia si sono svolti nella chiesa di Camarda, ieri pomeriggio alle 15.00 i funerali del giovane ispettore della Finanza, Luca Pulsoni appena 26enne, morto domenica scorsa in un incidente di caccia durante una battuta alla volpe.

L’incidente, di cui si sta occupando la magistratura per accertarne le cause, si è verificato nella campagne di Maierato in provincia di Vibo Valentia.

Luca Pulsoni

Di seguito la lettera di un amico del giovane Luca, Nando Giammarini,

Camarda e con essa tutta la Comunità aquilana, la famiglia ed in primis, la Finanza perdono uno dei suoi figli migliori, di grandi capacità specifiche del proprio lavoro e di importanti doti umane. Doveroso ricordare che l’onestà è un valore molto gravoso che implica obblighi e responsabilità e Luca ne aveva fatta la sua bandiera che teneva alta con i suoi doveri di umile servitore dello Stato unitamente ai grandi ideali di umanità, socialità e fraternità.

Egli accorreva al richiamo del cuore e della coscienza ovunque se ne fosse ravvisato il bisogno divulgando il senso di attaccamento alla Patria ai valori nazionali ed al corpo delle Fiamme Gialle.

Un lavoro che aveva scelto ed espletava nel migliore dei modi con saggezza e spirito di sevizio. Il suo impegno ed il proprio, breve, insegnamento resteranno indelebili nel cuore e nella mente di quanti lo hanno conosciuto, stimato, gli hanno voluto bene. E ieri erano, tantissimi, nella chiesa gremita a porgergli l’estremo saluto.

Non è facile, per me amico di famiglia, scrivere di Luca il giorno successivo al suo funerale lo faccio con una tristezza infinita per rende omaggio ad un ragazzo buono, mite e generoso che ha dedicato la sua giovane esistenza ad uno dei sentimenti più alti della vita:l ’amicizia.

La sua dipartita, è stato ripetuto ieri dai suoi tanti amici e dalla fidanzata, Valentina, che si sono alternati all’altare per ricordarlo,lascia un vuoto incolmabile difficile da accettare soprattutto da colmare. Un brivido fatto di dolore senza limiti si è avvertito quando il feretro , in una bara bianca,con sopra un cuscinetto in cui era poggiato il cappello d’ordinanza , ha fatto ingresso in chiesa portato a spalla da amici, parenti e scortato dai suoi colleghi.

Toccante l’omelia del cappellano militare, don Claudio Recchiuti che, oltre aver parole di elogio per Luca ha detto:” immaginavo di vederlo all’altare per celebrare il proprio matrimonio non in questa circostanza”.

Luca giovane ispettore di grande altruismo, davvero una risorsa della vita, era stato assegnato – a conclusione del corso di studi presso la scuola ispettori e sovrintendenti, superato brillantemente – al Comando Provinciale di Vibo Valentia.

La sua grande passione per la montagna lo aveva portato – ha ricordato il suo comandante provinciale, che ha avuto parole di encomio per il giovane sottufficiale – a superare il concorso al SAGF ( Soccorso Alpino Della GdF) e tra breve avrebbe dovuto iniziare il corso di addestramento a Predazzo.

Purtroppo il destino ha deciso, per lui, un’altra cosa. Non resta che stringerci, attoniti, alla sua famiglia e alla fidanzata affinchè trovino il coraggio e la forza di andare avanti nonostante questa batosta della vita . Ciao Luca!

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