Crollo via Persichetti, nessun colpevole

Per il crollo di via Persichetti, in cui persero la vita Amelio Zaccagno e Erminda Monti Vicentini la notte del 6 aprile 2009, non c'è nessun colpevole. La Cassazione rigetta il ricorso delle parti civili.

Per il crollo del palazzo di via Perchisetti, dove morirono 2 persone la notte del 6 aprile 2009, non c’è nessun colpevole.

La notte del terremoto del 6 aprile in via Persichetti persero la vita Erminda Monti Vicentini e Amelio Zaccagno.

Erminda monti

Nel processo le parti civili avevano fatto ricorso contro le assoluzioni nel secondo grado nei confronti dei due imputati per il crollo: Francesco Zaccagno e Maria Lidia Zaccagno, rispettivamente nelle vesti di rappresentante della ditta che fece i restauri del palazzo di via Persichetti nel 1985 e come committente.

La Cassazione adesso ha bocciato il ricorso delle parti civili, chiudendo così il caso di  via Persichetti.

Il ricorso era stato inoltrato dai familiari delle vittime, nel caso specifico i figli della signora Vicentini, solo ai fini degli effetti civililistici, dal momento che la Procura generale non aveva fatto ricorso contro l’assoluzione in Appello.

Dopo l’assoluzione il rappresentante dell’accusa chiese che i due imputati fossero scagionati.

Una delle vittime, Amelio Zaccagno, era il padre di Francesco, uno degli imputati.

Secondo la Cassazione, come per la sentenza di assoluzione in Appello, per il caso di via Persichetti non ci sarebbe un nesso di casualità tra i lavori effettuati nel 1985 e il crollo del 6 aprile 2009.

Va ricordato che, il palazzo di via Persichetti era un edificio molto antico, la cui costruzione risale a diversi secoli fa.

I lavori vennero effettuati successivamente a un altro evento sismico, quello del 1985 con epicentro nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Durante i lavori venne sostituita la copertura lignea del solaio.

Come riporta Il Centro, uno dei consulenti, l’ingegnere Andrea Cinuzzi, aveva affermato che la nuova copertura del solaio, che venne fatta in cemento, non aveva appesantito la struttura e dunque questo lavoro non ha avuto alcuna incidenza sulla tragedia.

Le difese sono state rappresentate dagli avvocati Antonio Milo, Roberto Madama, Claudio Verini.