Morte Sara Sforza, Jarrar Ayoub era ubriaco e senza patente

Guidava ubriaco e senza patente Jarrar Ayoub, il marocchino 25enne che con la sua macchina ha travolto e ucciso Sara Sforza.

Jarrar Ayoub, il marocchino arrestato perchè il 2 gennaio con la sua macchina ha ucciso la giovane Sara Sforza e il fidanzato che viaggiava con lei era ubriaco e senza patente.

Sara Sforza è morta lo scorso 2 gennaio, sulla Tiburtina Valerina, nei pressi di Celano, travolta dalla macchina di Jarrar Ayoub, mentre si trovava alla guida della sua macchina insieme al fidanzato, Alessio Vergari.

Vita ispirata all’illecito e incurante del prossimo… è pericoloso e rischia di pregiudicare l’incolumità delle altre persone che si trovano sulla sua strada, una personalità sprezzante del pericolo, scarsamente incline al rispetto delle regole, ma soprattutto con uno stile di vita ispirato all’illiceità, assolutamente indifferente e noncurante al rispetto dei beni fondamentali altrui”.

È quanto scrive il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Anna Carla Mastelli, nelle undici pagine di ordinanza di custodia cautelare che ha previsto il carcere per Jarrar Ayoub.

Il giovane marocchino 25enne, residente a San Pelino, si era messo alla guida della sua Alfa Romeo 159, ubriaco e sprovvisto di patente.

Giorni prima era stato già fermato e su di lui pendeva già un provvedimento di espulsione.

Ancora non può essere tradotto in carcere, dal momento che si trova ricoverato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila per un intervento chirurgico, ed è costantemente piantonato dai Carabinieri. Successivamente verrà tradotto al carcere San Nicola di Avezzano.

Secondo il gip, “il sinistro mortale è, senza incertezze, rimproverabile al conducente dell’Alfa Romeo che, in spregio alle più elementari regole di prudenza e diligenza nella condotta di guida, decideva di eseguire un sorpasso di ben due autoveicoli, che procedevano incolonnati nella stessa direzione di marcia, invadendo la corsia di marcia opposta, nonostante la linea continua di separazione fra i due sensi di marcia e il dosso ascendente che limitava la visibilità”.

Il gip evidenzia inoltre che in quel tratto di Tiburtina, non distante dal centro commerciale “Le Ginestre”, vi è un limite di velocità di 70 chilometri. E il procuratore Padalino sottolinea che Jarrar Ayoub andava a una velocità ben più sostenuta nel tentativo di sorpassare le auto incolonnate. Tesi confermata anche da tre testimoni che hanno assistito allo schianto mortale, tutti ascoltati dai carabinieri.

Il gip ritiene, in accordo con il pubblico ministero Andrea Padalino, che “l’elevata pericolosità dello Jarrar non possa trovare freno se non con il ricorso alla misura cautelare più rigorosa, quale quella della custodia in carcere, non potendosi di certo fare affidamento sulla capacità dell’indagato di autocontrollarsi, con il rischio di pregiudicare definitivamente l’incolumità di altre persone che, fortuitamente, si trovino sulla strada dell’indagato. Ad aggravare l’inaffidabilità che anche la condizione di straniero irregolare e il consumo di alcol e droga“.

Non solo l’alcol ma anche sostanze stupefacenti, dalle analisi è risultato che c’era un tasso alcolemico di 1,04 grammi per litro, oltre a cannabinoidi (nella misura di 94,1 ng/ml) e soprattutto un’elevata concentrazione di cocaina, superiore a 1.000 ng/ml.

Come riporta Il Centro, durante un normale controllo stradale, prima di Natale, non aveva rispettato l’alt; la patenete marocchina, gli era stata ritirata proprio in quell’occasione.

È stata ascoltata anche la fidanzata di Jarrar Ayoub, che si trovava sull’auto il giorno dell’incidente, insieme alla sua bambina e ha confermato che il ragazzo guidava a velocità sostenuta, nonostante gli avesse chiesto di andare più piano.