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Iran vs Usa: “Non ci sarà nessuna guerra”

"Non ci sarà nessuna guerra, il nemico dell'Iran è dentro il Paese non è l'America". L'intervista esclusiva del Capoluogo a un rifugiato politico iraniano che vive all'Aquila.

“I missili iraniani non sono la terza guerra mondiale. Il nemico dell’Iran non è l’America ma è annidato dentro il nostro Paese”.

A parlare è un rifugiato politico iraniano, da tempo residente a L’Aquila e intervistato dal Capoluogo dopo gli ultimi accadimenti in Iran.

In città dagli anni ’70 per un dottorato di ricerca e costretto poi a rimanere, dal momento che la sua famiglia era impegnata politicamente in Iran fino alla rivoluzione del 1978/1979, al Capoluogo chiarisce molti aspetti della sua terra natìa.

In Iran sono abituati a fare tanta propaganda – spiega – il problema fondamentale è il regime, non Donald Trump, non la minaccia di missili e armi nucleari”.

Un regime che, secondo lui, ha represso negli anni le principali libertà, “la modernizzazione, l’apertura verso il mondo”.

“Sento costantemente la mia famiglia e i parenti che sono lì – aggiunge – e sono tranquilli, tutti convinti che gli americani non andranno a portare i soldati in Iran. È una guerra ‘morale’ che vede da una parte Trump e la volontà di essere rieletto e dall’altra le elezioni in Iran dopo il lungo mandato di Hassan Rohuani“.

Rouhani venne eletto nel 2013 e si era presentato come un moderato-riformatore: dopo la sua elezione andò anche a New York dove non incontrò l’allora presidente Barack Obama, ma ebbe con lui un colloquio telefonico che fu considerato un evento unico nella storia della Repubblica Islamica Iraniana successivamente alla rivoluzione del 1979.

Per questo, “c’è una rabbia che scuote l’Iran con radici profondissime perchè molti speravano che la venuta di Rohuani potesse dare una nuova speranza nel futuro ma così non è stato, nonostante lui stesso si fosse palesato più aperto e moderato verso l’Occidente”.

“La rabbia dei persiani – continua nell’intervista – esplode costantemente con manifestazioni di piazza represse regolarmente nel sangue: ma non se ne parla. Oggi Soleimani è un eroe nazionale perchè è morto. Chi lo ha vissuto davvero sa chi era, il capo della Brigata santa ovvero l’unità delle Guardie della Rivoluzione responsabile per la diffusione dell’ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica”.

“Soleimani come gli altri è il responsabile del grande disagio economico e sociale che sta vivendo il mio Paese – spiega ancora – l’Iran è un posto ricco ma fiaccato da una grandissima inflazione. I poveri sono tanti e in alcune zone, soprattutto interne, manca da mangiare, non si trova ciò che è indispensabile per vivere”.

Iran Vs USA, l’operazione Soleimani Martire

L’Iran, in risposta all’uccisione del capo della Brigata Santa, ha sferrato un attacco missilistico in Iraq contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione, tra cui militari italiani.

Una pioggia di cruise e di missili balistici a corto raggio partita dal territorio iraniano si è abbattuta nella notte tra il 7 e l’8 gennaio contro la base di Al-Asad e contro quella di Erbil, come prima rappresaglia per l’uccisione del generale Soleimani da parte degli Usa.

“Per questo dico che il nemico dell’Iran non è l’America… Posso dire che si tratta di una ‘scusa‘ per cercare di destabilizzare e riprendere in mano l’arma del terrorismo per andare poi alle prossime elezioni. Abbiamo i Pasdaran, il braccio armato del governo e finanziato dallo stesso che influenza tutta la zona arrivando fino in Yemen, Iraq e Siria dove ci sono i mercenari pagati con soldi iraniani per creare terrore”.

Nel mio Paese la vita umana non conta nulla, in risposta alla morte di Soleimani a oggi sono morte quasi 100 persone. Nessuno lo dice ma un mese fa circa c’è stata una manifestazione pacifica, contro il governo, che ha coinvolto 150 città in tutto l’Iran. Le persone sono scese in piazza senza le armi e 1500 sono state uccise dai soldati del regime”.

“Non ci sarà secondo me nessuna guerra – conclude – è un’ossessione per il potere da ottenere a ogni costo e se da una parte abbiamo Trump che vuole essere rieletto dall’altra ci sono gli integralisti iraniani che sanno di poter governare solo con l’arma del terrorismo internazionale”.