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Morte Sara Sforza, attesa per arresto Jarrar

Si attende una decisione della Procura di Avezzano nei confronti di Jarrar Ayoub, il giovane marocchino accusato di aver investito e ucciso Sara Sforza. Era stato già fermato ubriaco e senza patente.

Si attende una decisione della Procura nei confronti di Jarrar Ayoub, il giovane di nazionalità marocchina che giovedì scorso ha investito e ucciso Sara Sforza, la 23 enne di Aielli, dopo essersi messo alla guida ubriaco e alterato da sostanze stupefacenti.

Il giovane marocchino che ha investito Sara è stato trovato positivo ad alcol e droghe e nei suoi confronti non è stata ancora emessa nessuna misura cautelare.

Ayoub era stato oggetto di un provvedimento di espulsione: grazie però ad un ricorso presentato dal suo avvocato in Cassazione il marocchino è rimasto in Italia.

Guidava senza patente e avrebbe invaso la corsia dove viaggiava l’automobile sulla quale si trovavano anche Sara e il suo fidanzato, Alessio Vergari, di 31 anni: quest’ultimo ha riportato diversi traumi e si trova ancora in ospedale ad Avezzano, dove è stato operato per le fratture multiple riportate.

La morte di Sara sarebbe stata causata da una emorragia interna e forse dalla rottura dell’aorta addominale; queste le prime risultanze dell’autopsia effettuata dall’anatomopatologo Simona Ricci come richiesto dal Procuratore di Avezzano, Andrea Padalino, che coordina le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Una folla commossa ha partecipato ai funerali di Saradurante l’omelia anche il parroco si è speso a lungo sulla sicurezza stradale; un tema caldo del quale si dibatte sempre dopo ogni episodio di cronaca.

I genitori della giovane ragazza hanno condannato ogni forma di sciacallaggio mediatico.

“Uccisa dalla scelleratezza umana”, ha detto senza mezzi termini don Luigi Incerto, il parroco di Aielli.

Questa mattina il Procuratore, Andrea Padalino, esaminerà i risultati dell’esame autoptico e le relazioni dei carabinieri. Non è escluso quindi che, già oggi – come si legge sul Messaggero – richieda al gip del Tribunale di Avezzano una massima misura cautelare.

Secondo fonti investigative, il giovane doveva essere espulso perché il decreto nei suoi confronti era esecutivo.

In Nord Italia era stato accusato di spaccio. Inoltre era un recidivo.

Era stato già trovato alla guida sotto effetto di sostanze vietate pochi giorni prima. Era fuggito ma i poliziotti di Avezzano lo avevano rintracciato. Dopo la denuncia era tornato alla guida. Poi l’incidente mortale e una nuova denuncia.

Nel frattempo, il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, chiede interventi urgenti sulla Tiburtina Valeria.

“La tragedia che ha colpito la mia comunità che ha pianto la tragica e prematura scomparsa di Sara ci deve portare a fare delle riflessioni importanti, al di là delle polemiche. Chiedo in primis che si faccia di tutto per rendere sicura la Tiburtina, un’arteria trafficatissima percorsa quotidianamente da migliaia di persone”, ha detto il sindaco.

Si aggiunge anche il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli: “oltre i sindaci non erano presenti altre cariche istituzionali e politiche ai funerali di Sara. Nei giorni scorsi hanno fatto a gara a chi faceva il comunicato più roboante”.

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