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Ama, i lavoratori occupano l’ufficio dell’Amministratore foto

Ama, i lavoratori occupano l’ufficio dell’amministratore unico Giammarco Berardi e ne chiedono le dimissioni.

I lavoratori dell’azienda per la mobilità aquilana, Ama, hanno occupato in serata l’ufficio dell’amministratore Unico, Giammarco Berardi, per protestare contro il taglio degli stipendi chiesto agli autisti, in particolare, e per chiedere le dimissioni dell’amministratore.

Ama

I lavoratori hanno occupato in assemblea permanente lo studio dell’amministratore ed il corridoio antistante.

Sono passate le 22 quando arriva il sindaco Biondi

Il sindaco Pierluigi Biondi, gli assessori Carla Mannetti e Fausta Bergamotto ed il consigliere Americo Di Benedetto si sono riuniti in assemblea con i lavoratori nella sede dell’Ama.

Ore 23:00 arrivato anche l’amministratore Berardi

Arrivato anche l’amministratore unico Giammarco Berardi, scortato dagli uomini della Digos. Prosegue la riunione tra i 130 uomini dell’azienda e la politica della città.

Ama, ore 23:30 si lavora per un tavolo di confronto

Il sindaco e gli assessori si sono riuniti con l’Amministratore Berardi al fine di aprire un tavolo di confronto con i dipendenti. L’amministratore Unico si è dimostrato irremovibile sulle posizioni necessarie al riequilibrio dei conti dell’azienda municipalizzata.

AMA, ore 3: raggiunto l’accordo.

È tarda notte quando viene raggiunto l’accordo tra i lavoratori e la società, con la mediazione degli assessori e dei consiglieri comunali presenti. “Ripristinato l’accordo già sancito il 15 novembre” scrive il sindaco Biondi su Fb, chiarendo che i primi momenti di concitazione fossero frutto anche di malintesi. L’attuale contrattazione quindi verrà prolungata fino al 31 gennaio (estensibile al 28 febbraio), in attesa delle trattative che verranno portate avanti dai sindacati.

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La lettera dei sindacati all’amministratore:

Pregiatissimo Amministratore,
prendiamo atto, con una buona dose di sconcerto, della nota prodotta dalla S.V. in data odierna (Vs.Prot.n.2180) e ciò stante il contenuto di quest’ultima basata su un assunto davvero singolare che vedrebbe, a Vostro dire, le Organizzazioni Sindacali – in buona compagnia del Primo Cittadino il Sindaco della Città dell’Aquila, degli Assessori, del Consiglio Comunale – aver male inteso gli ultimi accadimenti.
E già, secondo l’opinione della S.V., sembrerebbe che in occasione della seduta consiliare del 15 novembre scorso, successivamente al verbale sottoscritto alla presenza dei Lavoratori, tutti – ma proprio tutti – abbiano male interpretato l’operato del Sindaco che, evidentemente, la S.V. valuta come privo di effetti: secondo la S.V. sembrerebbe, quindi, che non vi sia stata alcuna mediazione e che tutti nel periodo natalizio abbiano sognato la ‘soluzione ponte’ sino al 31 gennaio 2020 ovvero sino a fine febbraio a fronte del rispetto di alcune condizioni. È probabile, quindi, che da parte nostra, ossia da parte della platea appena menzionata, si sia dinanzi ad un abbaglio e che chi sostiene il contrario verrà annoverato nella storia come genio incompreso o statista.
Prendiamo, altresì, atto che nella nota della S.V. si ribadiscono le posizioni già espresse settimane fa ed il risultato è che, necessariamente da parte di chi scrive si ribadisca che quella Delibera n.460 del 23/10/2019 presentava
1. l’incongruenza rispetto a quanto sostenuto dalla Relazione Tecnica sul costo standard già acquisita e votata dal Consiglio Comunale con conseguente necessaria nuova e diversa valutazione dello stesso costo standard e relative ricadute negative su Ama anche rispetto ai controlli della Corte dei Conti e del Ministero Infrastrutture e Trasporti (la definizione del costo standard segue criteri legislativamente previsti!)
All’ Amministratore Unico AMA S.p.A.
Dott. Giammarco Berardi
e p.c. Al Sindaco dell’Aquila
Dott. Pierluigi Biondi
All’ Assessore alla Mobilità
Avv. Carla Mannetti
Al Direttore di Esercizio Ama S.p.A.
Ing. Maurizio Michilli

2. il rischio concreto di contenzioso che esporrebbe pesantemente Ama già oggi investita dall’avvio di alcune azioni legali non essendovi i presupposti giuridici che erano stati teorizzati per la cancellazione tout court della contrattazione aziendale
3. un evidente contrasto con i provvedimenti precedenti che peraltro si ritrovavano riportati nella medesima delibera.
Appare evidente che in aggiunta alle valutazioni su quella Delibera sarebbe inutile ripartire dalle rispettive posizioni iniziali senza tener conto dei successivi passaggi poiché tutto ciò riaccenderebbe un clima pesantemente negativo tra i lavoratori rendendo vano il percorso avviato.
Tutto ciò, peraltro, sta vanificando il positivo risultato appena raggiunto in seno al Bilancio della Regione Abruzzo che assicura ‘400MILA EURO PER I LAVORATORI DI AMA SPA’, una somma quindi utile per la rimodulazione della contrattazione aziendale, sempre che da parte nostra non si sia, ancora una volta, male interpretata la dichiarazione pubblica resa in tema del Sindaco.
In conclusione, poiché riteniamo – supportati dall’etica e non solo dalle norme – che non rientri tra i compiti di un Amministratore Unico la ricerca spasmodica del protagonismo e del conflitto con il Socio Unico e con i dipendenti, invitiamo la S.V. a porre fine a tali azioni di contrasto che nulla hanno a che fare con il miglioramento dei servizi per i cittadini.

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