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Gaetano Manfredi, il neoministro indagato per il Progetto Case

Neanche il tempo di essere nominato Ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Conte bis, che Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II di Napoli, è finito nella bufera mediatica.

Il neoministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi designato sabato mattina dal premier Giuseppe Conte è tra gli indagati nel processo per i balconi del Progetto Case crollati nel 2014.

Prima grana quindi per  il neoministroindagato insieme ad altre 37 persone nel 2014; Manfredi faceva parte della commissione di collaudo delle “new town” realizzate.

Il neo-ministro Manfredi, aveva fatto da ingegnere collaudatore la perizia sui materiali delle case scrivendo una relazione ritenuta falsa dagli inquirenti.

Venne accusato di falso ideologico in atto pubblico; cioè, di aver attestato la conformità dell’opera realizzata alla legge, al contratto e ai progetti, collaudando così l’opera che invece secondo l’accusa non era a norma.

Tra contrattempi ed errori tecnici vari però, il processo non è mai stato istruito e dunque per i 29 imputati rimasti (Manfredi compreso) alla luce della data prevista per la prima udienza preliminare (5 febbraio 2020) è praticamente certa la prescrizione.

L’inchiesta nella quale è coinvolto il neoministro Manfredi è scattata a seguito si un’indagine  partita il 2 settembre del 2014, quando un balcone si è staccato dal secondo piano del Progetto Case,  secondo gli investigatori, “per difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente”, cadendo su quello sottostante.

 Le accuse, a vario titolo per gli indagati sono di crollo colposotruffa in pubbliche forniture e una serie di falsi.
“Io indagato? Un atto formale”, così risponde il neoministro al polverone mediatico sollevato in queste ore dalla vicenda.