Tiro con l’arco, l’aquilano Fabio Esquilino terzo al Campionato italiano

Terzo posto al Campionato italiano di Tiro con l'Arco per l'arciere aquilano Fabio Esquilino, nella categoria 'arco storico'.

Anche per il 2019 L’Aquila si conferma tra le migliori nel campionato italiano LAM (Lega Arcieri Medievali) di tiro con l’arco medievale. L’arciere aquilano Fabio Esquilino della compagnia Virtus Sagittae sale al terzo posto del podio nella categoria “arco storico”.

Il campionato, che riunisce più di 3500 appassionati di tutte le età, si è svolto in lungo e in largo per l’Italia, toccando il territorio aquilano in ben due occasioni: 30 Giugno a Calascio e 25 Agosto a Tussio. Sono quasi sempre piccoli borghi medievali ad essere scelti come location per le gare che si svolgono, quindi, in un’atmosfera tipica con i partecipanti in primis vestiti in abiti storici, quanto più possibile accurati ed attinenti al periodo.

Anche gli archi utilizzati hanno forme rigorosamente storiche e devono essere liberi da qualsiasi strumento aggiunto (come mirino ed equilibratori): ciò riporta il tiro alla sua dimensione originale, all’uomo equipaggiato soltanto con il suo arco, la freccia e l’istinto. Anche i materiali utilizzati riflettono la scelta di mantenersi su criteri di autenticità e naturalezza, ad esempio utilizzando il meno preciso, ma romantico, legno per la costruzione delle frecce al posto del moderno, affidabilissimo, ma freddo, carbonio.

L’arciere Esquilino ha dichiarato: “Essere sul podio per il secondo anno di fila in due categorie diverse (nel 2018 primo classificato nella categoria “arco foggia storica senza finestra” NdR) mi dà una grande soddisfazione, inizio a pensare sul serio di saper tirare con l’arco. Ovviamente tali risultati non sarebbero stati possibili senza le persone che mi accompagnano in queste avventure: i miei compagni d’arco della Virtus Sagittae con i loro preziosissimi consigli tecnici, i miei due amici Marco e Riccardo con cui il tiro con l’arco si trasforma da sport in svago (c’è la stessa serietà della ricreazione nelle superiori) e soprattutto Francesca. Lei è la mia compagna di viaggio in giro per l’Italia (le gare sono una scusa per visitare posti reconditi della nostra incantevole penisola), ma anche il mio coach, la persona con cui veramente mi sento di fare squadra durante le gare, nonostante il tiro con l’arco sia uno sport individuale. Quindi questo podio è anche suo, nello stesso modo in cui sarebbe premiato il navigatore di una squadra di rally. Traguardi a parte sono veramente orgoglioso di portare avanti una tradizione così bella che risale a tempi antichissimi, ma che trova il suo apice durante il Medioevo, un’epoca da troppo tempo ingiustamente denigrata a cui noi arcieri della LAM cerchiamo di dare nuovamente lustro. E sinceramente mi piace pensare, anzi mi illudo quasi, che durante la battaglia di Bazzano ci sia stato qualche arciere aquilano (magari un mio avo chissà), o arciera visto che parteciparono anche le aquilane, lì da qualche parte in mezzo al campo di battaglia, fra le truppe milanesi, pontificie e napoletane a dare una lezione a quel Fortebraccio da Montone tanto superbo da pensare di poter invadere e piegare L’Aquila. A tal proposito mi vengono in mente tante esclamazioni nel nostro fin troppo duro dialetto, ma mi manterrò su un diplomatico e pulito: ‘va a vedé se stengo ‘mpiazza’”.