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Alfedena, paese dei dottori e dei selciatori

Alfedena, paese dei selciatori che con le loro opere e il sudore della fronte consentirono ai figli di studiare e al piccolo borgo di diventare "il paese dei dottori".

14 dicembre 1890 – 14 dicembre 2019: Anniversario della nascita della “Società Cooperativa Selciatori di Alfedena”

Il 14 dicembre 1890 nasce la “Società Cooperativa Selciatori di Alfedena” a Laghetto di Montecompatri (RM), se non la prima, sicuramente tra le prime società cooperative a nascere in Italia, che trae la sua denominazione proprio da Alfedena, da cui provengono i selciatori, abili ed esperti nella lavorazione della pietra.

Alfedena è un piccolo borgo incastonato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, arroccato come un piccolo presepe, custode e sacello prezioso di tante storie, ancora tramandate da chi ne ha conservato ricordo e memoria.

Alfedena è conosciuto anche come il “paese di dottori”, un nome dovuto e che si intreccia con le consuetudini del paese del secolo scorso.

Gli alfedenesi erano all’epoca dediti all’agricoltura, all’allevamento e, se non emigrati all’estero, all’antico mestiere dei selciatori nell’Agro Romano.

Il nome “il paese dei Dottori” arriva dall’800, a motivo della crescente aspirazione degli abitanti, molti dei quali emigrati in America per “far studiare” i figli, hanno consentito alle generazioni successive di raggiungere titoli di studio “alti” per l’epoca e di stampo universitario.

selciatori alfedena
cava di silice

Alfedena ha dato i natali a tanti professionisti, medici, avvocati, ingegneri, figli di persone perbene, umili, che con tanto duro lavoro hanno fatto la fortuna delle loro famiglie.

La Cooperativa è sorta per volontà degli stessi selciatori, che videro nella nuova organizzazione un modo, non solo per difendere il loro mestiere, ma anche la loro libertà di uomini.

Dunque, la sua costituzione è un fatto di notevole significato storico e sociale, perché consente di datare con certezza il periodo in cui questa figura artigiana è presente nell’hinterland di Roma, ed in modo particolare a Laghetto.

Per diventare soci della Cooperativa, in origine, occorreva essere cittadini di Alfedena; ciò per tutelare la loro arte dalla concorrenza.

Sempre a tal fine, la stessa Cooperativa si organizzò, assieme ai gestori delle altre cave, in un consorzio. Inoltre essa creò un “dopo lavoro” per il tempo libero, ed un piccolo negozio di generi alimentari, dove circolavano le monete coniate dalla stessa società.

lire

L’instancabile lavoro dei selciatori alfedenesi ha arricchito strade e piazze, non solo di Alfedena ma anche della capitale, come la bellissima piazza San Pietro, e numerosi centri storici, dove ogni “tessera” è un pezzetto dì storia, è frutto di tanto sudore e anche tanto amore.

La tradizione di questo antico e nobile mestiere  parla della fatica, della maestria e dell’ingegno di uomini che giorno dopo giorno nella solitudine della cava, hanno saputo creare un’arte di cui pochi oggi sanno.

“I nostri scoccioni hanno impregnato le pietre del loro sudore e del loro ingegno, hanno permesso ai figli, ai nipoti, di studiare, di laurearsi, di rendere famoso il nostro paese a partire dagli anni’70 come il paese dei dottori: motivo di orgoglio per la nostra comunità”, scrive il Comune di Alfedena in ricordo dei selciatori.

Per non dimenticarli mai, Alfedena, a imperitura memoria ha fatto erigere anche una statua all’interno della Villa Comunale.

Si tratta di una scultura commemorativa, eseguita da Sandro Pagliuchi, noto scultore di bronzo e marmo, a riconoscimento dell’opera di generazioni di selciatori alfedenesi.

Quest’articolo è dedicato a un selciatore che oggi non c’è più; si chiamava Emilio Di Laura, classe 1901, padre, marito e nonno esemplare, che diede tutto per il suo lavoro affinchè alla famiglia non mancasse nulla; Emilio Di Laura a metà degli anni’50 rimase gravemente mutilato da una mina esplosa nella cava dove tagliavano la pietra.

emilio di laura