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Inflazione, record in Abruzzo: è la regione più costosa d’Italia

L'Abruzzo è la regione più costosa d'Italia in termini di maggior spesa: inflazione a +0,7%, e una "batosta" pari a 168 euro su base annua per le famiglie

L’Abruzzo è la regione più costosa d’Italia in termini di maggior spesa: con un’inflazione a +0,7%, registra, per una famiglia di tre componenti, una “batosta” pari a 168 euro su base annua.

Lo rileva l’Unione Nazionale Consumatori che, a partire dai dati dell’inflazione di novembre delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti diffusi oggi dall’Istat, ha elaborato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia.

Lo studio analizza l’aumento del costo della vita non solo rispetto all’inesistente famiglia tipo, ovvero da 2,4 componenti, ma anche per la famiglia di tre persone, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia.

Il dato abruzzese relativo ai 168 euro di aumento del costo della vita, scende a 143 euro per una famiglia tipo (2,4 componenti). L’Unc nel divulgare i risultati della graduatoria, sottolinea che “in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, svetta inaspettatamente l’Abruzzo”.

“Servono misure e strumenti finalizzati a incrementare il potere di acquisto dei consumatori, perché l’economia possa tornare a girare. Per farlo non si possono non considerare le micro e piccole imprese, linfa del sistema produttivo abruzzese. L’unica ricetta immediata per far ripartire l’economia, lo ripetiamo da tempo, è la riduzione del cuneo fiscale su imprese e lavoratori dipendenti e in questa direzione dovrebbero lavorare la politica e le istituzioni”.

Lo afferma il direttore generale di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli, nel commentare i dati Istat, elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui l’Abruzzo è in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa.

“L’artigianato e le piccole imprese, cuore pulsante dell’economia abruzzese – osserva il direttore – soffrono ormai da anni anche a causa del costo della vita sempre più elevato, con la conseguente riduzione del potere d’acquisto. Ai consumatori, soprattutto in vista del Natale, suggeriamo di scegliere la convenienza dei prodotti locali e artigianali: in questo modo si può premiare l’attività delle imprese del territorio, favorendo una ripresa e uno sviluppo i cui effetti – conclude – potranno rappresentare benefici per tutti e per l’intera regione”

Solo ieri i dati del Sole 24 Ore sulla qualità della vita: province abruzzesi in risalita (tranne Teramo). L’Aquila la peggiore in Abruzzo, seppure scali diverse posizioni rispetto al 2018.