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Premio Polidoro a Litterio, orgoglio del Capoluogo

Premiati i vincitori del Premio Polidoro all'Emiciclo. Terzo premio a Natalfrancesco Litterio, giornalista del Capoluogo d'Abruzzo

L’AQUILA – Premio Polidoro, cerimonia di premiazione questa mattina all’Emiciclo per la 18esima edizione dell’evento giornalistico. C’era anche il Capoluogo sul podio dei premiati, con il giornalista Natalfrancesco Litterio.

Focus sul giornalismo di oggi, sulle minacce alla professione e sulla situazione giornalistica in Abruzzo e in Italia. Queste le tematiche al centro dell’appuntamento.

Due le principali novità illustrate questa mattina alla Sala Ipogea dell’Emiciclo. Il futuro ritorno in centro della sede dell’Ordine dei Giornalisti – ora in via Guido Polidoro, in zona L’Aquila Ovest – e la creazione di una sala da dedicare ai grandi nomi della storia del giornalismo d’Abruzzo. Un’idea, questa, in collaborazione con la Fondazione Carispaq, sottolineata dal suo presidente Domenico Taglieri. Si tratterebbe di un autentico “Pantheon” del Giornalismo.

Il premio giornalistico intitolato a Guido Polidoro è organizzato dall’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, con la collaborazione del Consiglio regionale, della Fondazione Carispaq, della Bper e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Il nostro Natalfrancesco Litterio, originario di Vasto, ha conquistato il terzo posto con l’articolo “Dolce terra di confino, Natalia e Leone Ginzburg a Pizzoli”, che ha ricostruito, attraverso un meticoloso lavoro di ricerca, il periodo di confino nell’aquilano della scrittrice, drammaturga e politica italiana, scomparsa nel 1991.

Natalfrancesco, o Nat come lo chiamiamo e lo chiamano tutti, ha ritirato il suo premio visibilmente emozionato. Un premio che non poteva non essere accompagnato da dediche speciali, con i ringraziamenti a sua moglie Lucia e alla direttrice del Capoluogo d’Abruzzo, Roberta Galeotti. 

premio polidoro
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La giuria del Premio ha scelto come miglior articolo quello di Adele Di Feliciantonio, che per “Il Centro” ha raccontato la storia di Arshad, un ragazzo della comunità “Salam” di San Pietro di Isola del Gran Sasso. Secondo posto per Noemi Cococcia, per il servizio del TG5, “L’Aquila dieci anni dopo il sisma. Le suore, resistere per la comunità”. Terzo premio per Natalfrancesco Litterio con l’articolo “Dolce terra di confino, Natalia e Leone Ginsburg a Pizzoli, pubblicato su “Il Capoluogo”. La giuria ha inoltre conferito tre menzioni speciali: Paolo Pacitti (Rainews 24), Diana Pompetti (Il Centro) e Silvia Santucci (Virtuquotidiane.it). Il Premio alla carriera, su indicazione del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti, è stato conferito a Fabrizio Masciangioli.

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Premio Polidoro, la cerimonia di premiazione

Nato nel 2001, questo premio fu vinto nella sua prima edizione dal grande giornalista Amedeo Esposito. 60 gli elaborati presentati quest’anno, tutti di alta qualità. Le discussioni nella giuria sono state animate.

“Amedeo Esposito ci ha ricordato la nostra vera storia di fronte a distrazioni e mancanze di memoria”, il ricordo di Walter Capezzali, presidente di giuria, in memoria del giornalista aquilano recentemente scomparso. “Dobbiamo lavorare per ridare ruolo sociale al giornalista e per restituirgli i suoi diritti: partendo dalla posizione contrattuale”, ha aggiunto Capezzali.

“La precarietà del mestiere ha ripercussioni forti sulla dialettica democratica del nostro paese. Quando chiediamo alle istituzioni un intervento a sostegno dei giovani avviati alla professione giornalistica, lo facciamo perché sappiamo che avere un minimo di garanzia è importante per garantire un’autonomia”, ha sottolineato il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta. 

Concetto sottolineato anche da Fabrizio Masciangioli, che ha ricevuto il Premio alla Carriera. “Serve una scorta ai giornalisti, ma non quella militare, bensì quella costituita dalle garanzie. Economiche, sociali e culturali”.

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