Omicidio Barisciano, D’Amico tradito da un prestito

Piccoli prestiti di denaro; questa sembra essere la chiave di volta nell'omicidio di Paolo D'Amico.

Un prestito di soldi e quindi il movente economico dietro l’omicidio di Paolo D’Amico.

Il movente economico e i soldi; queste sembrano le ipotesi più acclarate, mentre si cerca ancora di dare un nome e un volto all’assassino di Paolo D’Amico, il 53enne trovato morto nella sua casa tra Picenze e Barisciano.

I carabinieri in questi giorni hanno ascoltato amici, conoscenti, la madre e il fratello di Paolo D’Amico.

D’Amico era un operaio assunto dalla Asm e come riporta Il Centro aveva un regolare stipendio; a seguito delle ultime indagini però non si esclude qualche piccola inadempienza, di piccole somme di denaro, che abbia potuto creare dei diverbi con i suoi ipotetici creditori sfociata in tragedia.

Gli investigatori hanno passato al setaccio non solo la vita di Paolo D’Amico ma anche i conti correnti, dai quali potrebbe arrivare la conferma dei prestiti di denaro.

Inoltre, sono stati ascoltati, nella veste di persone informate sui fatti, le persone che hanno svolto i lavori edili nella casa in legno di Barisciano dove Paolo D’Amico viveva solo insieme ai suoi cani.

Altro punto da chiarire sono proprio i cani della vittima; probabilmente sono stati narcotizzati, per permettere agli aggressori di agire indisturbati.

Una tesi confermata dalla mamma di D’Amico che ha riferito di averli trovati intontiti e poco reattivi.

La famiglia dell’uomo è assistita dagli avvocati Francesco e Antonio Valentini.

Martedì 3 dicembre a Molina Aterno si sono svolti i funerali di Paolo D’amico, nella chiesa del suo paese, lì dove è cresciuto e dove in tanti lo ricordano con affetto. Una morte che ha gettato nello sgomento l’intera comunità del piccolo paese subequano dove Paolo e la sua famiglia tornavano appena possibile.