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Il Presidente Stefano Pallotta a Grandangolo: giornalismo, politica e società

Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, ospite dello spazio di Grandangolo per un'intervista a 360 gradi. Informazione e disinformazione, passando per la politica.

L’AQUILA – Stefano Pallotta, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, ospite della trasmissione Grandangolo, a cura de IlCapoluogo.it .

Dalla situazione del giornalismo, ai problemi del settore: informazione, disinformazione, regole, politica ed economia. L’intervista a cura di David Filieri.

«La stampa italiana, da dieci anni almeno, sta attraversando un momento di profonda crisi. Ciò sia a causa del calo della pubblicità per la difficile situazione economica, sia a causa del crollo dei lettori, che si sono spostati sui social. Migliaia di giornalisti, per questo, stanno uscendo dal sistema produttivo del giornalismo», spiega il presidente Pallotta ai microfoni de IlCapoluogo.

Diretta conseguenza di questo fenomeno ormai abbondantemente avviato è il calo della qualità dell’informazione. «Il settore va incontro ad un sempre maggiore precariato. La qualità dell’informazione, in questo modo, non può non risentire di simili contesti».

Quella di oggi è un’informazione nuova, con nuovi problemi. Quali le ormai note Fake News, frutto della disinformazione, come ha spiegato Stefano Pallotta. «La disinformazione è spesso spinta da interessi politici, commerciali o anche economici. Questo ha fatto e fa venire meno la mediazione giornalistica. Un problema che ha riguardato anche altri settori della società, non solo il giornalismo. Bisogna fermare questa disinformazione».

Non solo giornalismo. Il Presidente Pallotta, intervistato da David Filieri, si è soffermato poi sulle recenti novità della realtà politica, partendo dal Mes – Meccanismo europeo di Stabilità – e dal dibattito, anche social, scaturito dalla riforma. «Il problema che spesso emerge alla base di questi dibattiti è la generale mancanza di competenza. In questo preciso momento storico la rappresentanza politica non credo sia all’altezza della situazione e delle esigenze della società. Anche i fenomeni di cui tanto si parla, come il populismo, in realtà sono sempre esistiti. Oggi come ieri. Solo che oggi trovano espressione non solo in Italia, ma in contesti europei insospettabili. Questo diventa un grosso problema di crescita della società».

Nello specifico del Mes, «si tratta di un problema di alta tecnica finanziaria. La semplificazione che ne viene fuori è che si vogliano mettere le mani nei portafogli degli italiani, ma mi pare di capire che, in realtà, non sia così. Ancora una volta, però, la narrazione che ne passa è semplicistica, rasenta le Fake News. Molti di coloro che stanno sparando a zero contro la firma del trattato sono gli stessi che, in precedenza, ne avevano gettato le basi».

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