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Bussi, bonifica all’italiana: siamo all’anno zero

Tutto da rifare per le aree 2A e 2B di Bussi: il progetto di bonifica per il quale era stata aggiudicata la gara non è ritenuto idoneo.

Riunione della Commissione d’inchiesta sulla bonifica a Bussi. Dopo 12 anni solo per la discarica Tremonti si muove qualcosa.

È un quadro desolante quello emerso dalle audizioni della Commissione regionale d’inchiesta sulla bonifica a Bussi, riunitasi questa mattina sotto la presidenza di Giovanni Legnini. A fare il punto della situazione, il sindaco Salvatore Lagatta, che ha informato i commissari della decisione del Ministero dell’Ambiente di annullare la gara relativa ai lavori di bonifica delle aree 2A e 2B. Tutto da rifare, quindi, per l’area in questione, mentre su quella denominata Tremonti sono in corso i lavori propedeutici alla bonifica da parte di Edison. Nient’altro: nessun progetto di bonifica sulle aree del SIN, né su quelle esterne. Sentito anche il direttore dell’Arta, Francesco Chiavaroli.

Per quanto riguarda l’annullamento della gara per le aree 2A e 2B, il sindaco Lagatta ha riferito di aver appreso la notizia a margine della Conferenza dei Servizi al Ministero, convocata invece sull’area Tremonti. In quella sede, il sindaco ha chiesto conto del fatto che sulle prime zone non venivano più convocate riunioni. Da qui la risposta, con l’annullamento della gara, in quanto il progetto (approvato a febbraio 2018 in sede commissariale prima che l’iter passasse nelle mani del Ministero) non è ritenuto valido.

commissione inchiesta bussi

Il sindaco ha poi ripercorso il lungo iter che, a distanza di 12 anni, comunque non ha fatto registrare grossi passi avanti. Il primo fattore di ostacolo, la mancata approvazione dei piani di caratterizzazione, avvenuta solo a dicembre 2015. Nel 2018, la richiesta del Ministero al Comune, per l’acquisizione delle aree, senza le quali non potevano essere approvati progetti di bonifica. Superato quest’altro passaggio, il progetto approvato in sede comissariale e la gara, dopo la quale, però, non si è provveduto alla firma dei contratti per i lavori. E quindi l’annullamento della stessa gara. Palla al centro, quindi, e tutto da rifare. Per quanto riguarda i fondi, sono rimasti gli ormai “storici” 50 milioni, più il milione e mezzo accordato dalle Regione attraverso il Masterplan per integrare il progetto iniziale.

Il quadro complessivo, infine, riassunto dal presidente Legnini, rileva 12 anni di incontri, pratiche che hanno viaggiato tra uffici, gare, processi e quant’altro, che hanno portato solo dei lavori propedeutici alla bonifica effettuati da Edison sull’area Tremonti. Per quelle 2A e 2B si torna alla fase progettuale. Per il resto (SIN e aree esterne), nemmeno quella. “Abbiamo ascoltato con grande interesse – ha sottolineato a margine della riunione il presidente Legnini – i nostri interlocutori odierni, che ringrazio anche per la nettezza con cui hanno descritto la situazione che ci sembra preoccupante e da affrontare al più presto. Dalle audizioni è emerso che la messa in sicurezza del sito così come la caratterizzazione devono ancora essere completate e la bonifica deve essere avviata, benché l’azienda inquinatrice abbia iniziato in parte le attività preliminari. Molto preoccupante per l’ambiente e la salute si presenta anche il sito di Bolognano, interessato dall’ex insediamento della Montecatini. Al sindaco di Bussi e al direttore generale dell’Arta abbiamo chiesto di fornire tutti i documenti e gli elementi utili a descrivere dettagliatamente la situazione dei siti inquinati e i diversi gravi problemi segnalati. La settimana prossima proseguiremo con le audizioni del Direttore del settore Bonifiche del Ministero dell’Ambiente, del Direttore del settore Ambiente e rifiuti della Regione e dei rappresentanti del forum H2O”.

A questo punto è evidente che risulta urgente una “svolta” decisiva; il rischio è che uno dei siti “più inquinati d’Europa” resti tale per altri 12 anni. Nel cuore dell’Abruzzo, Regione Verde d’Europa.

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