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Morti in montagna, GdF Soccorso Alpino: “la montagna non è un videogioco”

"La montagna, soprattutto d'inverno, non è un videogioco": parla Paolo Passalacqua, comandante della stazione dell'Aquila del Soccorso alpino. In un anno aumento del 35% degli interventi di soccorso del CNSAS

“La montagna, soprattutto d’inverno, non è un videogioco, bisogna affrontarla dopo approfondite verifiche e con la adeguata preparazione fisica e tecnica: quando si commette un errore ci si può rimettere la vita, come è accaduto allo sfortunato escursionista”.

Così il luogotenente della Guardia di Finanza, Paolo Passalacqua, comandante della stazione dell’Aquila del Soccorso alpino, in merito alle circostanze che hanno portato alla morte di tre persone nelle ultime ore sulle montagne abruzzesi.

Oltre ai decessi, negli ultimi giorni sono stati molti anche gli incidenti: sono diversi, ad ogni modo, gli interventi dei soccorritori sulle vette abruzzesi.

Il finanziere, da molti anni nel soccorso alpino e protagonista di tanti interventi, sollecitato dall’Ansa, coglie l’occasione “per richiamare l’attenzione sulle modalità da rispettare, con estrema precisione e puntualità, prima di fare passeggiate, escursioni o frequentare piste da sci, con raccomandazioni generali che quindi valgono per tutti”.

Quando si va in montagna, in particolare nella stagione più fredda, “bisogna sempre avere margini di sicurezza per poter avere la possibilità di gestire situazioni negative non prevedibili. Le precauzioni ci sono e si devono adottare con cura”.

“La montagna, d’inverno, è ancora più severa; in riferimento alla tragedia accaduta sul Gran Sasso, sulla via del Centenario, “non ho cognizione specifica dell’ equipaggiamento dell’uomo che ha perso la vita, ma affrontare un percorso così impegnativo, lungo circa 16 chilometri, presuppone una preparazione fisica importante e una ottima capacità tecnica. Inoltre nella località in questione c’è neve e le previsioni non erano rassicuranti, sicuramente, qualcosa non è andato bene. E mi sento di dire, naturalmente con grande rispetto, che le avvisaglie c’erano. Quando si va in montagna non si deve lasciare mai nulla al caso”.

Rispetto al 2018 l’aumento degli interventi del CNSAS in Abruzzo è stato del 25% nel periodo luglio-agosto e del 10% a settembre-ottobre. Si tratta quindi di un aumento complessivo del 35%.

Secondo i dati forniti dallo stesso Soccorso alpino gli interventi sono schizzati in alto soprattutto per le voci che riguardano cadute e malori: il 50%, ma non mancano neanche voci relative a perdita di orientamento, incapacità a seguire percorsi e sentieri, cadute varie. In termini strettamente numerici nei 4 mesi gli interventi sono stati 75 a luglio-agosto e 38 nel periodo settembre-21 novembre.

”Ho visto gente a Prati di Tivo con le infradito, ossia cose che voi umani…”: ha utilizzato la storica metafora di Blade Runner Vincenzo Brancadoro, presidente del CAI dell’Aquila, nel commentare gli sconcertanti dati del Cnsas sui soccorsi effettuati nelle montagne abruzzesi durante il periodo estivo con aumenti del 35%.

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