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Omicidio Barisciano, si cerca un dna

Dal dna probabilmente una risposta per dare un volto e un nome all'assassino di Paolo D'Amico, il 55enne trovato morto nella sua casa a Picenze di Barisciano.

È caccia al dna per cercare di dare un nome all’assassino di Paolo D’Amico, l’uomo ucciso a Picenze di Barisciano, domenica 24 novembre.

Paolo D’Amico è stato trovato morto nella sua abitazione, aveva delle ferite in testa e alcuni colpi di arma da taglio sul corpo.

Intanto proseguono a ritmo serrato le indagini dei Carabinieri del Nucleo investigativo per cercare di dare un volto e un nome all’assassino; si cerca un dna nell’appartamento dove è avvenuto l’omicidio.

omicidio barisciano

Il dna potrà essere confrontato con quello dei bulbi piliferi di altre persone ritenute sospette. Sono stati presi in casa della vittima anche alcuni oggetti utili alle indagini, insieme al cellulare e a un martello, probabile arma del delitto.

D’amico potrebbe essere stato ucciso fuori casa e trascinato poi all’interno; presumibilmente un’operazione che ha richiesto la collaborazione di almeno due persone, per questo è caccia a qualunque dettaglio che possa dare dna utile.

omicidio barisciano

Tra le ipotesi sull’omicidio, anche un diverbio degenerato con una o più persone che avrebbe fatto entrare in casa e che quindi conosceva.

Come riporta Il Centro, sono al vaglio degli inquirenti anche i tabulati telefonici, movimenti bancari e frequentazioni; in casa della vittima sono state trovate anche alcune piantine di marijuana nella casa. La zona sulla quale si sta indagando è quella compresa tra San Gregorio e Fossa, tra le “La Fossa” e “Le Pastine”.

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Una strada da cui si accede in corrispondenza di uno stabilimento che si occupa di pavimentazioni e manufatti in calcestruzzo.

Lo stabilimento è proprio uno degli elementi al vaglio degli inquirenti: i carabinieri coordinati dal comandante provinciale Nazareno Santantonio, stanno cercando di capire se, attraverso la possibile presenza di telecamere, qualcuno abbia imboccato quella stradina tra sabato 23 e domenica 24 novembre, il periodo di tempo in cui potrebbe essere maturato l’omicidio.

D’Amico era un uomo molto riservato, a detta di chi lo conosceva; frequentava poca gente, era un dipendente dell’Asm e viveva con  suoi cani in questa casa un po’ isolata rispetto al paese, a Colle Toma, tra San Gregorio e San Demetrio; una serie di elementi che hanno dato l’idea di un uomo dalla vita tranquilla, senza troppi scossoni e che quindi non aiutano le indagini.

Tempo fa la vittima aveva subito dei furti in casa e gli erano stati sottratti alcuni utensili con i quali si dedicava alle sue passioni: il restauro e il bricolage.

La sua abitazione si trova come già detto in una zona isolata; intorno tanta campagna, i malviventi potrebbero essere quindi fuggiti indisturbati e senza essere visti; come successo quando D’Amico aveva subito il furto.

Qualche risposta potrebbe arrivare dall’autopsia, effettuata dall’anatomopatologo Giuseppe Calvisi, esame che aiuterà a ricostruire la scena del crimine.

L’incarico per l’autopsia arriva dal pm titolare del fascicolo, Simonetta Ciccarelli.

Con l’autopsia sarà possibile sapere poi la data e l’ora esatte del decesso e quali e quanti siano stati i colpi mortali; probabilmente si saprà con più certezza anche l’arma del delitto.

Sarà importante adesso capire la data del delitto; secondo i primi rilievi, D’Amico potrebbe essere stato ucciso sabato; la madre aveva provato a telefonargli, non avend avuto risposta, è andata a casa sua insieme all’altro figlio e si sono trovati davanti alla terribile scena.