L’Aquila, basta escrementi di cane

Escrementi di cane abbandonati in giro per la città. La città dice basta e si appella alla civiltà dei padroni degli animali.

Escrementi dei cani lasciati lungo il viale del Castello Cinquecentesco all’Aquila, ma non solo!

Dicono che pestare una cacca porti fortuna, ma sicuramente non piace a nessuno, eppure nonostante i divieti e l’appello alla civiltà, sono tante le segnalazioni di escrementi lasciati in giro lungo i viali del Castello Cinquecentesco, a Collemaggio, nelle vie del centro.

Tante le segnalazioni giunte in redazione, di cui, questa degli escrementi al Castello, è solo l’ultima in ordine di tempo.

Il Castello Cinquecentesco per esempio, il cui Parco è stato recentemente riqualificato,  è un luogo molto frequentato da sportivi e amanti di una passeggiata nel piccolo “polmone verde” del cuore storico dell’Aquila.

Stessa situazione al Parco del Sole, vicino la Basilica di Collemaggio, nella zona intorno la Villa Comunale, anche in piazza, dove gli escrementi del cane sono stati lasciati vicino la fontana.

La segnalazione, con foto, è arrivata alla redazione del Capoluogo.it tramite la rubrica “Dillo al Capoluogo”.

“È davvero da incivili lasciare per strada le feci dei propri animali, stiamo diventando un popolo di coprofili e se da una parte si vede gente pulire i propri cani con un fazzoletto dopo avergli fatto fare i bisogni, dall’altra parte ci sono persone che non si rendono conto che un parco è un bene comune e deve essere fruibile a tutti, senza dover essere costretti a camminare schivando la cacca!”.

feci al castello

Eppure sarebbe tanto semplice raccoglierla e buttarla; ancora di più adesso che sono stati inventati dei comodissimi guinzagli per gli amici a 4 zampe, con tanto di sacchetto per raccogliere gli escrementi.

Se non bastasse, c’è una legge che spiega a chiare lettere che cosa si rischia per gli escrementi del cane non raccolti. Sai che si può finire, addirittura, in galera e, comunque, pagare una multa piuttosto salata?

cacca cane

Volendo fare i pignoli, un gesto del genere può essere ritenuto reato di imbrattamento, per il quale è prevista in alcuni casi la reclusione o la sanzione. L’entità della pena varia a seconda di dove è stato commesso il fatto.

il Codice penale punisce chi lascia gli escrementi del cane non raccolti in un luogo pubblico: in un parco, come nel caso del Castello, per strada, sul marciapiede, nell’androne di un palazzo…

Non è il cane a commettere reato ma il suo padrone, ovviamente.

Il fatto, cioè, che il cane faccia i suoi bisogni per strada non comporta una denuncia.

Il problema nasce quando il proprietario dell’animale o chi lo porta a spasso non raccoglie i bisognini con paletta e sacchetto.

In particolare, commette reato chiunque deturpa o imbratta cose mobili altrui con una multa fino a 103 euro. La sanzione, però, va da 300 a 1.000 euro se il fatto viene commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati.

cane che pulisce

In questo caso è prevista anche la reclusione da 1 a 6 mesi. Pena ancora più severa se le feci vengono depositate e non raccolte su cose di interesse storico o artistico: reclusione da 3 mesi a 1 anno e multa da 1.000 a 3.000 euro.

“Dillo al Capoluogo” è la rubrica in cui potete  raccontare tutto quello che non va attraverso il tradizionale indirizzo di posta elettronica: ilcapoluogo@gmail.com oppure attraverso il servizio di messaggistica WhatsApp  (392 6758413) o ancora tramite la pagina Facebook.