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Creativamente, scegli da ora che anziano essere

Creativamente: prosegue il "viaggio" alla scoperta dell'invecchiamento cognitivo. Scegli oggi che anziano essere!

Creativamente: a 50 anni puoi scegliere che anziano essere.

Creativamente è la rubrica del Capoluogo.it che sta compiendo un “viaggio” attraverso l’invecchiamento del cervello con le conseguenti patologie come demenza senile e Alzheimer.

Creativamente non è solo una rubrica, ma soprattutto è un centro clinico che si trova all’Aquila gestito da Daniela Fiorenzi e Roberta Bernardi, con l’obiettivo di aiutare i pazienti ad essere “dignitosamente persone”.

Creativamente ha conosciuto Daniela e Roberta, poi la simpatica Annita e il coraggio del figlio Pierluca che insieme alla famiglia assiste questa simpatica nonnina con i problemi legati alle malattie della senescenza.

Questa volta nel viaggio del Capoluogo.it, Creativamente ha incontrato le parole di un luminare del settore, Giovambattista Desideri, direttore dell’unità di Geriatria dell’Università degli Studi dell’Aquila presso l’ospedale di Avezzano.

Il professor Desideri ha voluto lanciare un messaggio chiaro: “come invecchiamo e come appaiono le prime rughe spesso invecchia anche il cervello”.

Un processo che non è automatico e che non porta necessariamente a un totale decadimento cognitivo cioè a quelle situazioni che affaticano e fiaccano il quotidiano anche di chi sta intorno al malato.

La demenza senile, l’Alzheimer sono patologie che rispecchiano l’invecchiamento della popolazione; si vive di più, si vive meglio, ma invecchiando sono “spettri” ai quali può andare incontro chiunque.

“Il problema è sempre più grande e sentito per tante famiglie e colpisce le persone care che si hanno affianco£, spiega Desideri.

“Cosa succede quando invecchiamo? Fondamentale distinguere la vecchiaia con la patologia del declino cognitivo e la demenza conclamata come problematica impattante per il paziente e per i familiari. La frequenza di questa condizione clinica la potremmo considerare intorno all’8% per gli over 65 e 30% per gli ultra 80enni”, continua.

E cosa possiamo fare oggi?

La prevenzione sembra essere proprio al chiave di svolta più importante.

“La prevenzione è molto importante , lo dice anche la ricerca scientifica dando indicazioni molto chiare. La demenza senile, il morbo di di Alzheimer risentono della cronica esposizione ai tradizionali fattori di rischio cardiovascolari che fanno male al cuore ma anche al cervello”, spiega il professore Desideri.

Cose importanti da fare adesso quindi sono poche e molto semplice: “uno stile di vita sano, curare l’alimentazione fin da bambini come dice un antico aforisma: l’arterioclerosi è ultima strofa di un canto che si inizia a cantare nella culla“, spiega ancora il professore.

Prevenzione quindi che fa rima con alimentazione, “che va curata fin dall’infanzia, soprattutto in vista dei dati allarmanti dell’ultimo periodo che segnano un’importante incidenza del diabete infantile nei nostri bambini”.

Di seguito il video con l’intervista integrale al professore Giambattista Desideri:

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