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Crac Villa Pini, Angelini ai domiciliari

Angelini, il "grande accusatore" di Del Turco, l'ex magnate della sanità abruzzese, sconterà una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta ai domiciliari.

Vincenzo Maria Angelini, il “grande accusatore” dell’ex governatore della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, nel processo denominato Sanitopoli, sconterà un anno ai domiciliari.

Vincenzo Angelini deve scontare una pena definitiva a 8 anni di reclusione, per bancarotta fraudolenta.

Le condizioni di salute di Vincenzo Angelini però sarebbero incompatibili con il carcere; la decisione è stata presa dal  Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila, che si è pronunciato sulla richiesta presentata dal legale di Angelini, Vittorio Supino, di differimento dell’esecuzione di una pena cumulata di 9 anni.

Sempre ai domiciliari ha finito di scontare una pena di circa un anno per un reato di natura ambientale.

Le precarie condizioni di salute di Angelini sono state certificate; il regime detentivo in carcere sarebbe incompatibile in quanto sarebbe affetto da “un disturbo persistente di natura depressiva, con grave stato ansioso, ad alto rischio suicidiario”.

La perizia medica è stata eseguita dallo specialista aquilano Vittorio Sconci.

Angelini quindi sconterà in casa la pena, non potrà allontanarsi dal proprio domicilio fatta eccezione per un’ora al giorno e gli sono stati invalidati i documenti di identità, tra cui il passaporto.

Angelini è considerato il “grande accusatore” di Ottaviano del Turco; proprio dalle sue rivelazioni, partì il processo denominato poi “la Sanitopoli abruzzese”.

Ad accusare Del Turco, che fu arrestato il 14 luglio 2008 per una lunga serie di reati tra cui anche la corruzione, l’abuso e falso, l’ex titolare della clinica privata Villa Pini di Chieti, che rivelò ai magistrati di aver pagato tangenti per 15 milioni di euro in cambio di favori.

Parte dell’intero impianto accusatorio che pendeva sull’ex governatore, si è sgonfiato in sede processuale.

Con Del Turco, dalle rivelazioni di Angelini, finirono in carcere un’altra decina di persone tra consiglieri regionali, assessori e alti funzionari dell’amministrazione abruzzese.

Tutto gigantesco. Ma sorretto da un solo, unico pilastro: Vincenzo Angelini. Accusò tutti, e Del Turco più di tutti, di avergli sfilato tangenti per 5 milioni e 800mila euro.

Villa Pini faceva capo all’ex magnate della sanità privata abruzzese, con l’omonima casa di cura che è stata messa poi all’asta nell’ambito di una procedura fallimentare.

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